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Pionieri del welfare

SULLA sponda occidentale dell’Atlantico l’hanno accademicamente etichettata come economia condivisa, in Italia è indicata con il meno pomposo welfare aziendale, sperimentato da un manipolo di manager pionieri in via di estensione. La sostanza è comune: le imprese rafforzano la loro competitività migliorando le condizioni nelle quali lavorano i propri dipendenti e incentivando i rapporti con le comunità nelle quali operano.
Le esperienze apripista d’oltreoceano si chiamano Google e Ibm, Intel o Wal-Mart, i loro approcci promettono di regalare più innovazione e maggiore crescita, dunque benefici per l’intera società: sono stati codificati da Michael Porter dell’università di Harvard, che identifica la relazione tra sviluppo aziendale e sviluppo della società, tra progresso economico e progresso sociale.
Assomiglia all’economia condivisa, In Italia, il buonsenso con cui Leonardo Del Vecchio ha guidato Luxottica nei cinquant’anni di un’impresa diventata leader mondiale e campione di welfare aziendale: i dipendenti hanno borse di studio e libri di testo per i figli, prestazioni sanitarie integrative e azioni in regalo. Il risultato aziendale? Crescita esplosiva, lavoro, ritorno per gli azionisti del 3000% dalla quotazione americana.
Welfare, asili e cappuccino gratis per i dipendenti della Illy, multinazionale del caffè: e poi mense con esperti per i consigli nutrizionali, scuole materne convenzionate, bar con caffè (naturalmente) gratuito, libri ai dipendenti – studenti, assistenza sanitaria integrativa, palestre, teatri e negozi convenzionati. Tra i precursori del welfare aziendale la Tod’s di Diego Della Valle e la Ferrero con i permessi straordinari retribuiti, i servizi pediatrici e il sussidio per l’università dei figli dei dipendenti. L’obiettivo è coinvolgere, «fidelizzare» il personale, condividere in cambio di maggiore flessibilità e migliore qualità nelle prestazioni lavorative, a beneficio della competitività. Per dirla con Porter, se l’azienda ha bisogno di una comunità in buona salute e di un ambiente favorevole, la comunità ha bisogno di imprese di successo per creare lavoro e ricchezza.  E declamò Mark Twain: più ti diverti al lavoro e meglio vieni pagato.
mario.fornasari@quotidiano.net
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