Maglie deturpate dai marchi: la Fifa dichiara guerra agli spnsor troppo invadenti
Caro Direttore,
un amico italiano che vive a Belfast e ha rapporti di lavoro con la federazione calcistica ha avuto notizie in anteprima e mi ha dato un bello scoop su una bella proposta che faranno all’Ifab, finalmente stop alle maglie super sponsorizzate.
Questo è quello che mi ha riferito e che ho già scritto nel mio blog, una piccola rivoluzione positiva per questo calcio consumistico: “Importanti novità sulle divise da gioco arriveranno dal prossimo general meeting dell’Ifab che si terrà a Londra il 3 marzo 2012. La federazione irlandese infatti proporrà uno stop alle sponsorizzazioni “selvagge” sulle maglie da calcio, ormai spesso tragicamente in scia con alcuni sport come il volley o il ciclismo ai quali “il mondo del calcio non deve per nulla assomigliare” fanno sapere dall’IFA, la Irish Football Association.
Dalle prime indiscrezioni la norma passerà senza intoppi visto il purismo per la maglia sempre dimostrato dalle federazioni britanniche, vediamo quindi le nuove norme.
Innanzitutto agli sponsor tecnici sarà consentito di apporre il proprio marchio solo una volta, posizionato sul petto: basta quindi a puma, omini e sigle varie sulle maniche.
Sulle maglie il numero delle superfici a disposizione degli sponsor commerciali delle società è limitato a uno, posizionato anch’esso sul petto, la quale superficie non deve oltrepassare i 200 cm2.
Non si accenna ad eventuali deroghe per sponsor “benefici” come Unicef per il Barcellona, se ne discuterà in sede di riunione.
Sui calzoncini divieto di sponsor commerciali, sarà possibile apporre solo un marchio dello sponsor tecnico. Presumibilmente entro la stagione 2013/14 tutti i campionati nazionali del mondo dovranno adeguarsi, scelta che di sicuro provocherà critiche e problemi di natura commerciale.
La Serie A, per esempio, solo questa estate aveva aumentato lo spazio riservato agli sponsor di maglia da 250 a 350 centimetri quadrati, prevedendo un massimo di due sponsor.
Da uno studio commerciale dell’IFA la scelta italiana non solo è contro la tradizione del football ma anche controproducente: la visibilità totale di due marchi commerciali sommata tra loro è del 27% inferiore rispetto a quella di un unico marchio. Esultano i puristi, forse non vedremo mai più maglie stile cartellone pubblicitario, come accade ad esempio in Francia, Italia o Brasile con stile e identità dei club sacrificati sull’altare del bilancio.”
Mattia Doragno