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Agnelli: ‘La Juve 2005-2006 avrebbe battuto 3 a 0 l’Inter del triplete di Mourinho’

Avete letto, in questi giorni, lo scoop del Quotidiano Sportivo (e anche di Stadio-Corriere dello Sport) in cui un pentito rivela che le indagini di Calciopoli sono state manipolate? Quel pentito, che ha voluto mantenere l’anonimato, rivela cose molto interessanti, direi clamorose. In particolare sostiene che l’audio del famoso incontro, datato 2006, fra i Della Valle, patron della Fiorentina, l’ex vice presidente federale Innocenzo Mazzini e l’ex designatore degli arbitri Paolo Bergamo, è sparito, non c’è più traccia di nulla. Una bomba per il semplice motivo che in quell’incontro non ci fu nulla di illecito. Coloro che guidano la Fiorentina fecero presente a Bergamo che la squadra viola subiva da molte settimane arbitraggi sfavorevoli. Lamentele che non contengono nulla di illecito, atteggiamenti non vietati che esistono da quando esiste il calcio.
Non basta: l’anonimo ricorda che erano soltanto il tenente colonnello Auricchio, ora assessore al Comune di Napoli, e il maresciallo Di Laroni a stabilire cosa inserire e cosa omettere nelle informative da inviare ai magistrati. E ancora: l’ex carabiniere sostiene che sulle schede svizzere di Luciano Moggi non si registra alcun traffico. Insomma roba scottante, roba da farti pensare che Calciopoli è una storia da riscrivere, almeno in parte.
Ebbene, uscita la notizia (che è piaciuta molto a Juve e Fiorentina ma è dispiaciuta tantissimo a Moratti e all’Inter) il giorno dopo il presidente della Juve Andrea Agnelli ha concesso un’intervista in esclusiva allo Stadio-Corriere dello Sport. Tanto per essere grato a un giornale che aveva portato acqua al mulino della Juventus, impegnata a rivolgersi a tutti i tribunali del mondo pur di ottenere giustizia su Calciopoli. Intervista concessa anche per fare un dispetto, io credo, alla Gazzetta dello Sport che quando venne fuori lo scandalo fu pesantissima con la Juve e poco morbida anche con Milan e Fiorentina, con Lazio e Reggina, le altre società condannate.

 
Dunque il giovane Agnelli, l’uomo che sta facendo ritornare la Juve la grande società che è sempre stata, grazie anche a quel fantastico allenatore che è Antonio Conte, in quel lungo colloquio con il direttore Vocalelli e con Barillà dice cose molto interessanti. In particolare c’è una frase tanto elegante quanto pesante, una frase che pesa tonnellate. E’ questa: ‘Se la Juve 2005-2006 avesse incontrato l’Inter di Mourinho del triplete l’avrebbe battuta con un tranquillo 3 a 0’. Non dice altro, Agnelli, eppure è così esplicito che più esplicito forse non si può. Infatti il leader bianconero ha voluto dire che alla bellissima Juve 2005-2006, popolata di fuoriclasse (Buffon e Cannavaro, Thuram e Emerson, Viera e Del Piero, Ibrahimovic, Trezeguet, Nedved e compagnia bella) e allenata da un formidabile allenatore come Fabio Capello è stato tolto e assegnato all’Inter uno scudetto che grida vendetta al cielo. Ecco perché Calciopoli, hanno ragione Della Valle e Agnelli, è una pagina da riscrivere, ecco perché il tavolo della pace si è rivelato un misero flop. Ancor più misero se il presidente del Coni Petrucci e il presidente della Figc Abete tentano di farci credere, con goffi tentativi, che a qualcosa è servito. E’ vero, è servito a perdere tempo.
un pentito rivela che le indagini di Calciopoli sono state manipolate? Quel pentito, che ha voluto mantenere l’anonimato, rivela cose molto interessanti, direi clamorose. In particolare sostiene che l’audio del famoso incontro, datato 2006, fra i Della Valle, patron della Fiorentina, l’ex vice presidente federale Innocenzo Mazzini e l’ex designatore degli arbitri Paolo Bergamo, è sparito, non c’è più traccia di nulla. Una bomba per il semplice motivo che in quell’incontro non ci fu nulla di illecito. Coloro che guidano la Fiorentina fecero presente a Bergamo che la squadra viola subiva da molte settimane arbitraggi sfavorevoli. Lamentele che non contengono nulla di illecito, atteggiamenti non vietati che esistono da quando esiste il calcio.

 
Non basta: l’anonimo ricorda che erano soltanto il tenente colonnello Auricchio, ora assessore al Comune di Napoli, e il maresciallo Di Laroni a stabilire cosa inserire e cosa omettere nelle informative da inviare ai magistrati. E ancora: l’ex carabiniere sostiene che sulle schede svizzere di Luciano Moggi non si registra alcun traffico. Insomma roba scottante, roba da farti pensare che Calciopoli è una storia da riscrivere, almeno in parte.
Ebbene, uscita la notizia (che è piaciuta molto a Juve e Fiorentina ma è dispiaciuta tantissimo a Moratti e all’Inter) il giorno dopo il presidente della Juve Andrea Agnelli ha concesso un’intervista in esclusiva allo Stadio-Corriere dello Sport. Tanto per essere grato a un giornale che aveva portato acqua al mulino della Juventus, impegnata a rivolgersi a tutti i tribunali del mondo pur di ottenere giustizia su Calciopoli. Intervista concessa anche per fare un dispetto, io credo, alla Gazzetta dello Sport che quando venne fuori lo scandalo fu pesantissima con la Juve e poco morbida anche con Milan e Fiorentina, con Lazio e Reggina, le altre società condannate.

 
Dunque il giovane Agnelli, l’uomo che sta facendo ritornare la Juve la grande società che è sempre stata, grazie anche a quel fantastico allenatore che è Antonio Conte, in quel lungo colloquio con il direttore Vocalelli e con Barillà dice cose molto interessanti. In particolare c’è una frase tanto elegante quanto pesante, una frase che pesa tonnellate. E’ questa: ‘Se la Juve 2005-2006 avesse incontrato l’Inter di Mourinho del triplete l’avrebbe battuta con un tranquillo 3 a 0’. Non dice altro, Agnelli, eppure è così esplicito che più esplicito forse non si può. Infatti il leader bianconero ha voluto dire che alla bellissima Juve 2005-2006, popolata di fuoriclasse (Buffon e Cannavaro, Thuram e Emerson, Viera e Del Piero, Ibrahimovic, Trezeguet, Nedved e compagnia bella) e allenata da un formidabile allenatore come Fabio Capello è stato tolto e assegnato all’Inter uno scudetto che grida vendetta al cielo. Ecco perché Calciopoli, hanno ragione Della Valle e Agnelli, è una pagina da riscrivere, ecco perché il tavolo della pace si è rivelato un misero flop. Ancor più misero se il presidente del Coni Petrucci e il presidente della Figc Abete tentano di farci credere, con goffi tentativi, che a qualcosa è servito. E’ vero, è servito a perdere tempo.