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Il nostro test: ladri alla porta? Il vicino se ne frega

Il ladro è vicino. Sì, più vicino di quanto si possa credere. Perché se l’umarel di turno solitamente spia e ficca il naso nei cavoli dei più prossimi inquilini, in caso di furto non ci pensa neanche. E che fa? Piglia e chiude le persiane. Non sono cavoli miei. Macché. Vade retro. La solità omertà da cortile (di condominio). Ora vi racconto: siamo in un paesone alle porte di Macerata. Mi capita la sfiga di rimanere alla porta. Per dirla tutta: di chiudermi fuori dal battente blindato. Di quei blindati con due attributi così. Inespugnabili.

Oltre a scaricare pugni sull’incolpevole legno massiccio, non mi resta che piangere e andare a versare lacrime dal rivenditore di serramenti. Che, in questi giorni di festa, è chino sul suo scrittoio a produrre. Prima mi compatisce, poi mi procura una rotula fratturata. Niente paura, è solo una lastra di ginocchio a pezzi, con la quale possa, quasi per magia, pronunciare un “Apriti Sesamo” e penetrare in casa. Basta ficcarla nella guarnizione in gomma e, tac, il dente d’acciaio viene stregato dalla lastra, che lo fa scattare e quindi spalancare la  bocca al portone. Ci proviamo, in due, in piena notte, facendo un baccano del diavolo e furtivamente illuminando la scena del delitto col display d’un Blackberry. Siamo irriconoscibili, bardati come delle matrioske o i soldati dell’Armir nella campagna di Russia.

Passano auto, passa la gente e persino la vicina alle prese con la braciola di Natale sul barbecue. Reazioni: la vicina abbassa la serranda, quelli con l’auto si voltano dall’altra parte e ognuno si fa gli affaracci suoi. Continuiamo a picchiare sul battente, come in una musica dei Queen, ma nel complesso possiamo stare tranquilli. Nessuno ci caga. Bella vita, quella dei ladri. Sempre più vicini. Molliamo l’impresa e chiamiamo il 115. Che arriva in pompa magna: quattro vigili del fuoco, torce grandi e piccole e lastre. Stavolta, come d’incanto, si scatena la solidal catena del viciname più invadente e petulante: oddio, che succede. Oddio, avete bisogno e tante altre amenità. In venti secondi, i pompieri aprono.

L’incubo è finito. La porta è salva, la finestra che sarebbe stata (eventualmente) da rompere pure. Ma in verità l’incubo è appena iniziato. Perché i vicini sono quelli. Perché se vedessero, se ne fotterebbero. Di me. Della mia casa e  di tutto il resto. Mi viene da ridere: polizia e carabinieri fanno appello senza sosta al buonsenso e  ai ficcanasi del quartiere. Come dire: se vedete, segnalate. Buonanotte suonatori. Di quelle segnalazioni resterà solo una lastra. Con la radiografia di un furto. Di una beffa. Perché magari visto e non segnalato. Sì, il furto è sempre più vicino.