Il testamento di Steve Jobs: non solo iPad e iPhone
Anche se annunciata la sua non è stata una morte semplice. Steve Jobs ha lasciato all’America non solo una vita da genio, ma parole straordinarie. Quel suo «rimanete affamati di curiosità» e «non cercate di vivere la vita degli altri, ma consumate la vostra vita ogni giorno come se fosse l’ultimo» pronunciato davanti agli studenti di Stanford, è un vero «testamento culturale» non solo del capitalismo avanzato. Steve se n’è andato troppo presto anche se non ha mai rappresentato un modello per nessuno. Le sue intuizioni, però, rimangono una prova straordinaria dell’eccezionalismo americano.
Gli Stati Uniti, di questo ventunesimo secolo che vede valori e certezze polverizzarsi come le quotazioni di Wall Street, si scoprono incapaci o addirittura sopraffatti dalle nuove logiche della globalizzazione, non esistano a calpestare gli antichi principi della solidarietà sociale per il recupero di un individualismo sfrenato, ma rilanciano come «patriotticamente americane» le straordinarie idee di Jobs e dei suoi collaboratori elevandole a vero mito della modernità e del progresso.
Anche se prodotto in Cina, l’iPpad della Mela morsicata, mantiene impresso con orgoglio nel retro «designed by Apple in California». E’ l’autografo dell’eccezionalismo di Jobs che non vale solo per il marketing sui mercati mondiali, ma fa da richiamo alle giovani generazioni americane che leggeranno della sua vita e della sua morte solo nei libri di storia.
Paradossi, eccessi, difetti, arroganza ma anche una straordianaria capacità di interpretare e intercettare non solo il futuro tecnologico ma anche i «bisogni» della gente e dei giovani, hanno fatto di Jobs il visionario quasi « senza famiglia» che tutto il mondo invidia all’America. Non solo nel clan di Cupertino è nata una cultura di squadra invidiabile, un modo di pensare «internazionale», ma il vero fenomeno è stato la «creazione del contagio» intellettuale.
Fra qualche tempo in pochi ricorderanno che il 2011 è stato l’anno del ritiro dall’Iraq dopo quasi 9 anni di guerra e 4500 soldati morti. Nessuno dimenticherà invece che Jobs se n’è andato lasciando un vuoto enorme ma anche l’iPad.