La maglia di Doni bruciata dai tifosi. Un mondo malato
Tra qualche giorno ci sarà l’interrogatorio di Doni. Ha commesso un grave errore e per questo pagherà. Non mi piace però questo accanimento. È stato vittima di una malattia che si chiama gioco e per questo ha bisogno di aiuto. Non va demonizzato con il falò delle maglie. Non siamo nel Medioevo. Carlo, ilgiorno.it
COMPRENDERE, giustificare, perdonare. È sacrosanto quanto lei sostiene. Ma se la malattia di Doni è evidente, lo è altrettanto quella di chi arriva a bruciare la maglia del capitano venerato fino a un mese fa: si chiama tifo e, il più delle volte, è un malanno altrettanto sottovalutato. Solo quando la situazione degenera, arrivando a irrimediabili conseguenze, ci si ferma a riflettere. Salvo dimenticare tutto non appena le squadre tornano in campo. In fondo Doni è il prodotto di questo mondo sbagliato. I campioni come lui finiscono sempre per essere perdonati, trasformandosi così in figli viziati, incapaci di apprezzare la loro fortuna: essere arrivati là dove milioni di persone vorrebbero ma non riescono pur meritandoselo.