Nelle Marche solo regole ma niente multe sugli sci
Uno slalom speciale tra le sanzioni. Senza sfiorarle. Come gli antichi paletti di Thoeni e Gros. Così stanno le Marche alle leggi sugli sci. Alle norme in pista. Ovvero: esistono i precetti, ma non le multe. E quindi non c’è lo straccio d’un deterrente per chi si comporta come un folle con le due aste agli scarponi. E’ quello che accade, unica nella Penisola, alla terra tra Pesaro e Ascoli. Una delle regioni più montagnose. E con un elevato numero di chilometri sciabili.
Lo lamentano gli operatori, ne sono ignari gli sciatori, che non possono contare su punizioni (in quattrini e quindi sanzioni amministrative) ai danni di chi non applica i precetti comportamentali. Esiste una legge nazionale, valida per tutti gli angoli del Belpaese, Marche comprese. Ma questa legge contiene un articolo che dà alle regioni la facoltà di introdurre regole integrative. Esiste pure una delega per fissare le sanzioni alle condotte vietate.
Però nelle Marche, a differenza che altrove, manca una legge che fissa le sanzioni. Regole ma senza punizioni. Che significa: se in una pista sfrecci ai cento orari, senza neanche sapere qual è il dritto e il rovescio d’uno sci, un poliziotto può solo redarguirti, ma non multarti. Tradotto: puoi rifarlo a nastro, ma il tuo portafogli resterà integro. A discapito di qualche altro turista, magari mutilato al tuo passaggio. Ci sono dunque regole che non possono essere punite se infrante. La legge nazionale supplisce solo per il casco e poco altro. Quanto al resto, è buio fitto. La perdita di controllo degli sci è il caso più frequente. Quello che imbarazza di più chi lavora al soccorso piste. Chi s’avventura, per esempio, sul ghiaccio e perde il controllo della velocità perché difetta di perizia sugli sci, crea un pericolo. Ma il poliziotto di turno può solo rimproverarlo, senza torcegli un capello a livello amministrativo. A meno che non provochi una lesione e allora entra in ballo il codice penale. La stessa cosa avviene per i bob, in quelle città della gioia costellate di bimbi ai piedi degli impianti. Anche in questo caso chi sorveglia può solo additare, ma non agire veramente. La disciplina esiste, ma è zoppa. Ed è una spada di Damocle per chi scia nei confini marchigiani. Le piste di casa nostra, tra l’altro, hanno la fortuna di avere schierati agenti della polizia e non solo, equipaggiati come sulle Alpi e pronti in caso di soccorso estremo.
Nella sola tazione di Sarnano-Sassotetto, esiste un posto di polizia che è orgoglio per tutti: due operatori e due motoslitte garantiscono gli sciatori e i turisti, che possono contare anche su un defibrillatore in caso di malori. La situazione di Sarnano è identica negli altri comprensori marchigiani. Mancano solo le sanzioni. Dribblate come paletti da una legge che non c’è. Come in uno slalom speciale.