Scontri e scontrini
Che il blitz dell’Agenzia dell’Entrate a Cortina sia stato pensato e messo in atto proprio per il periodo natalizio al fine di avere un effetto mediatico, non c’è dubbio. Anzi, penso che nessuno abbia sostenuto il contrario. L’indignazione in merito, da più parti, è stata la più variegata. Di fronte alla notizia dell’aumento degli affari del 300%, ossia degli scontrini fiscali fatti dai commercianti, sindaco e assessori cortinesi si sono soffermati sul contestare il metodo dei controlli e il periodo scelto, dribblando il resto. Anche perché poi, con gli stessi commercianti, devono convivere. I politici, ovviamente, si sono mossi tenendo conto del proprio bacino elettorale: più rumorosi e infuriati per il blitz gli habituè della zona consci che nella rete potrebbero essere caduti molti dei propri elettori, più imbarazzati e incapaci di prendere posizione gli altri, timorosi anche di esprimersi nettamente temendo, a loro volta, di perdere consensi. Destra e sinistra per farla breve. L’unica osservazione un po’ sensata, a mio avviso, è stata quella di coloro che hanno reclamato controlli analoghi anche in altre località. Ma non per spirito di vendetta, rivalsa, giustizia ecosociale, ma perché controlli così sarebbero auspicabili in ogni dove e con più frequenza. Anzi, ci sarebbe da stupirsi se non fosse già così. Quello che mi piacerebbe accertare, ora, è quanti controlli, con che frequenza e dove vengono svolti dall’Agenzia delle entrate. E soprattutto che risultati danno.
Se in un solo giorno, a Cortina, questi accertamenti hanno fatto schizzare alle stelle affari e scontrini, evidentemente sono tutt’altro che frequenti, attesi e temuti. Sempre premesso che uno scontrino andrebbe rilasciato per onestà fiscale e non per paura di essere poi beccati.
E in ultimo proprio il tema scontrino. Non mi ricordo l’ultima volta che sono entrato in un bar, in un ristorante, in un albergo o in qualsiasi altro negozio ed esserne uscito senza un pezzo di carta dopo aver sostenuto una sospesa. Quindi la domanda mi sembra lecita: sono scontrini, ricevute e fatture fiscali o, appunto, pezzi di carta senza valore? Strano Paese