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La piccola grande mela

C’E’ CHI GRIDA allo scandalo e chi invece sogna di fare shopping a notte fonda. Non siamo mica a New York, sottolineano alcuni; potremmo sempre diventarlo, auspicano altri. Parlando di vetrine al bivio, mi sono ricordato di quando da bambino mi mandavano a fare acquisti nella drogheria sotto casa. Capitava a volte che la richiesta arrivasse al ritorno da scuola, quando la saracinesca della bottega era già chiusa. In questi casi, una soluzione c’era.

GIRATO l’angolo, si entrava in un cortile e ci si trovava di fronte a una porta in legno. Bussavo e, senza che l’attesa fosse mai delusa, ad aprire erano il signor Luigi o la signora Maria, titolari dello spaccio, per me più familiari di molti parenti lontani. Lì pranzavano e guardavano la televisione, ma sembravano felici (e sono convinto lo fossero davvero) di ricevere visite inattese. Per me entrare nel negozio dal retro era un po’ come passare dalle quinte per affacciarsi sul palco di un teatro deserto e illuminato. Un negozio visto a saracinesche abbassate e, soprattutto, trovarsi soli con tutto quel ben di Dio a disposizione fa un effetto particolare quando si è bambini. In mezzo a biscotti, barattoli di marmellata, caramelle e un profumo diffuso di sapone di marsiglia era facile dimenticarsi della ragione per cui ci si trovava lì, quasi come per Hansel e Gretel riconoscere la strega davanti a una casa ricoperta di glassa colorata.

UN PO’ come continua a succedere nella Grande Mela, che per certi versi è davvero più piccola di quanto non possa sembrare. Basta spostarsi sulle laterali che incrociano la Quinta Strada, allontanarsi dalle luci di Broadway, anche senza abbandonare Manhattan, per scoprire un mondo fatto di botteghe gestite non solo da commercianti delle più svariate etnie, ma da più o meno giovani newyorchesi, che non aspireranno a comprarsi la villa a Managua, ma amano vivere il loro tran tran dietro le vetrine, rispettati e ben noti a tutto il vicinato. Non temono i supermercati e la grande distribuzione, perché dove c’è sentimento, premura e attenzione si compera più volentieri.

ACCADEVA IERI, accadrà anche domani. E le ore per tutti scorrono senza dover necessariamente entrare a far parte della categoria giornate di lavoro, anche se in realtà lo sono. Questa è la vera liberalizzazione, ma passa soprattutto attraverso un modo diverso, forse più antico, di intendere il mestiere di commerciante e di consumatore.