Blog Quotidiano.net

Blog Quotidiano.net

I blog degli autori di Quotidiano.net, il Resto del Carlino, La Nazione ed Il Giorno online

di

A proposito di Barrichello (1)

Può darsi che, prima dell’Australia, Rubens Barrichello riesca, in extremis, a trovare un volante.

Non mi dispiacerebbe. Se non altro, per ragioni sentimentali: ci vediamo ai box dal 1993, bene o male Pedescinello, come lo chiamavano per canzonarlo i suoi connazionali (Pedescinello è la ciabatta da spiaggia, in lingua portoghese) appartiene ‘anche’ alla mia vita di cronista.

E poi qualcosa gli debbo.

Forse ho già raccontato l’episodio in passato, ma val la pena riprorporlo.

Correva l’anno 1995.

In estate, la Ferrari aveva perfezionato l’accordo con Schumi.

Montezemolo e Todt volevano tenersi Berger come compagno di Michelone, ma in occasione del Gp del Belgio, fine agosto, Gerardone spiegò di trovare giusto, nell’interesse suo e della Scuderia di Maranello, voltare pagina.

Così, ci voleva un numero due.

La Ferrati aveva deciso di puntare su Barrichello, all’epoca in Jordan. Già pupillo di Senna, che lo aveva introdotto in F1, Rubinho rappresentava anche un interessante ‘asset’ commerciale per il gruppo Fiat, già allora molto presente in Brasile.

C’era, però, un problema. Almeno secondo me. Dopo il tragico week end di Imola’94, nel quale lui stesso era scampato per un pelo al disastro, Barrichello non aveva più recuperato lo smalto. La tragedia di Senna lo aveva poi schiantato a livello emotivo, esasperandone le difficoltà. E insomma in casa Jordan lui andava più piano del compagno di team, un certo irlandese francamente bizzarro.

Lui, Irvine.

Ai primi di settembre vado a pranzo con Ciuffo. Debbo dire che Montezemolo, a tavola, è un commensale simpaticissimo. Sembrava, ante litteram, un Cloggaro.

Ci siamo solo io e lui e io dico: mah, presidente, se proprio dobbiamo prendere uno dalla Jordan forse conviene puntare sul tizio più veloce, Irvine.

L’avvocato resta un attimo interdetto e poi fa: ah, potrebbe essere un’idea, tra l’altro questo Irvine è un nostro cliente, l’ho incontrato al Gp di Argentina e mi ha parlato a lungo della Ferrari che tiene in garage…

Tre settimane dopo, tra lo stupore generale, Todt annunciò che il compagno di Schumi sarebbe stato irlandese e non brasiliano. Unico non stupito me medesimo. Feci un bello ‘sgub’ e mamma butta la pasta che comincia l’era dello Zio.

Barrichello ne fece una malattia. La prese malissimo e si sfogò pesantemente con i cronisti brasiliani. Non riusciva a comprendere cosa avesse determinato il mutamento di rotta della gente di Maranello.

A Maranello sarebbe comunque arrivato, ma con quattro anni di ritardo. Ma questa è un’altra storia, che narrerò nel prossimo post.

(1, continua)