Elezioni Usa, i veleni repubblicani
I duellanti sono diversissimi tra loro. È diventata una corsa a due. Tolti i guantoni, sono pugni e schiaffi a mani nude. Ron Paul e Rick Santorum appaiono sempre più comparse d’abbellimento nelle primarie repubblicane e presto riceveranno anche ‘inviti’ ufficiali a farsi da parte. Con i sondaggi in altalena e un nuovo dibattito domani sera, Mitt Romney e Newt Gingrich continuano a usare il podio televisivo come un ring della politica.
Le poche tasse del supericco e i contratti milionari del consulente lobbista sono i punti deboli di entrambi nella percezione popolare. Vogliono rivoltare come un calzino l’America di Obama, «europea e socialista», ma nessuno dei due in realtà appartiene e si rivolge a quel ceto medio massacrato dalla crisi nel quale si ritrovano gli indipendenti da conquistare, che a novembre faranno la differenza. C’è addirittura il rischio che Ron Paul il libertario, convinto che non raggiungerà mai la nomination, possa trasformare il suo movimento nel «terzo partito», visto che attrae il voto giovanile. Se lo facesse, creerebbe un effetto Ross Perot simile a quello che favorì Bill Clinton nel primo mandato del 1992.
Con 41 milioni di dollari guadagnati negli ultimi due anni, mentre l’America sprofondava nella disoccupazione, anche se Romney ne ha versati 6 al fisco con un’aliquota del 14% , l’«impatto psicologico» della sua dichiarazione dei redditi può diventare devastante. Non per la grande ricchezza personale (che in Usa è trattata con rispetto anche se appartiene solo allo 0,06% della popolazione) ma per il modo col quale è riuscito a procurarsela: senza un lavoro tradizionale da imprenditore, ma solo attraverso operazioni finanziarie di acquisizioni e dismissioni. Gingrich lo attacca su questo e gli rimprovera una riforma sanitaria per tutti in Massachusetts, che adesso rinnega, ma dalla quale Obama ha preso spunto.
È assolutamente difficile in questo clima di accuse e contro accuse prevedere chi sarà il vincitore della Florida. Newt è ancora in testa, ma Mitt è all’attacco e dove non arriva con la sua voce ci pensano gli spot televisivi a pagamento che stanno bombardando lo Stato e sono molto convincenti nel demolire l’avversario.