Se dai Monti lo spread scende a valle
Scrive lo storico britannico Niall Fergusson: i mercati finanziari sono uno specchio dell’umanità e rivelano ogni ora di ogni giorno lavorativo il modo in cui valutiamo noi stessi e le risorse del mondo che ci circonda. Non è colpa dello specchio se riflette insieme alla nostra bellezza anche i nostri difetti. Quello che riflettono oggi gli specchi dei titoli di Stato italiani è il rendimento dei BOT a due anni tornato ai livelli del giugno scorso. E lo spread btp-bund sui decennali ai minimi da inizio anno.
Per quanto al presidente Monti non piaccia esaltarne l’andamento in discesa ne demonizzare le risalite, è un esercizio inutile arrampicarsi sugli specchi per negare che il merito sia anche delle misure prese dal governo tecnico e dal clima “imposto” alle forze politiche. Ma forse non e’ tutto qui: la firma del Esm, il Fondo europeo salvastati permanente – per quanto ancora non ricco come auspicato – e’ un bel segnale da parte dei rissosi partner dell’Unione europea. E potrebbe essere di buon auspicio per spegnere il fuoco greco.
La quotazione di Facebook, dall’altra parte dell’Oceano, e la disoccupazione in calo, stanno facendo spirare un lotto minimo di entusiasmo al quale non siamo piu’ abituati . Resta, in tutta la sua gravita’, il problema del lavoro che non c’è. Il governo ha deciso che andra’ avanti con le riforme. Monotonia o meno del posto fisso, l’obiettivo e’ garantire almeno il pasto fisso. E’ la salita piu’ dura per Monti, la piu’ delicata dal punto di vista politico. Il terreno piu’ scivoloso insieme a quello delle liberalizzazioni. Ma siamo sicuri che anche questo non sia un tema da Stati Uniti d’Europa?
L’anno scorso – preparando il libro Dieci anni con l’euro in tasca, insieme a Massimo Degli Esposti e Stefano Righi del Corriere della Sera – Jacques Delors, padre dell’euro e dell’Ue, ci ricordava: quando scrivemmo i criteri di Maastricht proposi di inserire altri due parametri: la disoccupazione di lunga durata e la disoccupazione dei giovani. E continuava: se oggi dovessi riscrivere le parole chiave del libro bianco direi: competitività, occupazione, solidarietà. Ma la voce solidarieta’ non significa che tutti coloro che fanno sciocchezze debbano essere automaticamente coperti dagli altri. C’è poco da aggiungere.
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