La tecnologia emargina?
‘Buongiorno. Ha bisogno di assistenza? Salga le scale, al primo piano, un ragazzo con l’iPad rosa le darà tutte le informazioni del caso’.
Entro nel negozio Apple di Bologna, salgo le scale, come suggerito, e trovo l’immancabile nerd in maglietta azzurra con iPad rosa. Ci metto un po’ a distinguerlo. Tutti i giovincelli dello store hanno la maglietta azzurra e un iPad in mano. Ciò che cambia è il colore. Ebbene, braccato il ragazzo-iPad gli spiego il mio problema: ‘Le cuffie del mio iPhone non funzionano. Ma lo smartphone è in garanzia, quindi…’.
‘Nessun problema’, mi risponde. Tocca l’iPad rosa, guarda la disponibilità, e mi dice che tra 7 minuti sarà il mio turno. Mi chiede nome e cognome, spinge invio, e mi fa accomodare davanti a un MacBookAir che mi seduce con il suo design. L’attesa è inferiore al pronostico: un altro nerd maglia azzurra mi chiama e mi assiste.
‘Qual è il problema delle cuffie?’, mi chiede.
‘Ma, niente, non vanno…e…’. Non mi lascia finire. Ha già le cuffie nelle orecchie e sente Vasco gracchiare. Tocca il suo iPhone e in due minuti mi porge le mie cuffiette nuove nuove. Poi mi dà il suo iPhone e mi fa firmare sullo schermo, con il dito. Tempo stimato per tutta l’operazione: 10 minuti. Il nerd mi saluta con un sorrisone e mi dice: ‘La prossima volta se non vuoi aspettare così tanto, scarica l’app della Apple e prenotati online’.
Morale: una meraviglia. Personale efficiente, veloce e smart. Che bello evitare fogli di carta e code chilometriche. Ma in tutto questo magico mondo di affamati e folli, con l’aura di Steve Jobs che ti accompagna all’uscita, c’è un però. Il però è semplice: non tutti possano entrare in questo universo hi-tech. Lo capisco in un lampo. Dopo di me, all’assistenza, sono pronti a chiedere informazioni al giovanotto con l’iPad rosa due teste canute. Sono agitati, sudano anche un po’, nonostante la neve e le temperature polari. Chiedono al nerd qualche info sull’iPad che tengono in mano, come un alieno. Non fa parte del loro mondo, ma ormai ce l’hanno, perché qualcuno glielo ha regalato, forse a tradimento. O forse per la pensione. Fatto sta che quelle teste canute lì, tra iPad, MacBook, iPhone sono pesci fuor d’acqua. Si vede ad occhio nudo, non serve ascoltare le domande che fanno allo smanettone dietro al bancone. Scuotono la testa, ma s’impegnano. Vogliono capire come si fa ad essere sempre connessi, e vogliono anche capire come funzionano quelle iconcine colorate, apparse magicamente sul loro desktop. Non capiscono una cippa, si vede da come annuiscono, incerti. Il nerd li guarda, con superiorità, e li invita a partecipare al loro corso: 99 euro per tutto l’anno. I due canuti si guardano e s’illuminano. Basta poco per entrare tra coloro che hanno accesso a quel mondo dove sono stati catapultati per caso.
Attraverso la strada, e inizio a camminare sotto i portici con le mie nuove cuffiette infilate nelle orecchie. Entro in un negozio di telefonia, devo chiedere qualcosa riguardo il mio contratto. C’è la coda, dietro al bancone una ragazzetta scorbutica saluta a malapena i clienti.
Entra una signora sull’ottantina e chiede di poter fare una ricarica del telefonino. La giovincella arcigna le risponde che non è possibile. ‘Abbiamo problemi con la rete, torni domani’.
La signora mi guarda e mi dice che sono quattro giorni che torna alla stessa ora, in quello stesso negozio, ma la risposta è sempre la stessa. E’ demotivata, scuote la testa. Non sa come ricaricare il telefonino. ‘Le basta andare da un tabaccaio, signora. E’ la stessa cosa’. le dico. Lei mi guarda e s’illumina: ‘Davvero?’. ‘Certo’, le rispondo. ‘Grazie, allora. Mi ha risolto un problema’.
La signorina dietro il bancone mi guarda di sottecchi e fa una smorfia di disgusto.
Poco più in là, dentro al tempio hi-tech, due nonnetti, con le testa canuta, cercano di imparare a usare il touch screen.
Nell’era dell’accesso, per dirla con Jeremy Rifkin, la vera distanza tra le persone è tra chi è connesso e chi non lo è. Per superarla basterebbe un po’ di collaborazione, invece si va avanti con la legge della giungla: vince il più forte.