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Guerra segreta conttro Assad

FORZE speciali britanniche e del Qatar sarebbero già presenti a Homs, terza
 città della Siria e teatro di un massacro sistematico arrivato al sesto  giorno consecutivo. La notizia viene dal sito israeliano Debka, vicino  all’intelligence di Gerusalemme. Inglesi e qatarioti avrebbero stabilito  ‘centri operativi’ nel quartiere settentrionale di Khaldiya, a Bab Amro, a  est, a Bab Derib e a Rastan. Gli uomini ombra non combattono con i lealisti  di Bashar al-Assad, ma si limitano a dare «consigli strategici» ai ribelli e  cercano di soddisfare le necessità di armi e di munizioni rivolgendosi  principalmente alla Turchia.
 Il sito scrive anche che il presidente siriano è pronto all’assalto finale.  Oltre alla novantesima brigata di fanteria, comandata da un suo parente, il  generale Zuhair al-Assad, ha schierato la 40ª brigata meccanizzata e i suoi  tank T 72 di fabbricazione sovietica. 
 
 MOSCA, ferreo alleato di Assad, giudica «allarmante» lo scoop di Debka e
 «illegittima» la creazione di un gruppo di Paesi amici dell’opposizione  siriana caldeggiata dagli Usa, dalla Turchia e dalla Francia. Mentre il  Pentagono mette a punto «piani di emergenza per il sostegno ai ribelli» di  Damasco, Mosca saluta con entusiasmo l’annuncio della Lega Araba che i suoi  osservatori torneranno in Siria e che saranno affiancati con ogni  probabilità da inviati dell’Onu. Gli Stati Uniti sono invece convinti che il  tempo del Palazzo di vetro sia esaurito. Per il presidente Barack Obama
 semplicemente «Assad deve dimettersi». Il Times di Londra scrive che i  ribelli del Free Syrian Army chiedono armi, una ‘no fly zone’ e una zona  cuscinetto dalla quale far partire i loro attacchi. Il Qatar avrebbe già  inviato 3mila telefoni satellitari, missili anticarro e visori notturni.  Dall’Arabia saudita sarebbero arrivati soldi.

La Germania ha espulso quattro diplomatici dell’ambasciata siriana a Berlino accusati di essere spie. La  Libia intima al personale della delegazione di Damasco di andarsene entro  tre giorni. Il premier britannico David Cameron teorizza «la risposta più  dura possibile» al massacro di Homs.
 Le vittime di ieri sarebbero 107 nella sola città-martire e 126 in tutto il  Paese. Sette membri delle forze di sicurezza sarebbero caduti in un agguato  dei rivoltosi a Daraa. Secondo l’agenzia ufficiale Sana i ribelli hanno  trafugato 16 preziosi reperti archeologici da Palmira, la antica città  carovaniera ‘adottata’ dall’Unesco.