Le pagelle dell’economia: se il manager ‘tradisce’
GIANFRANCO LANCI, 5
Lui è bravo, alla guida di Acer la portò a scalare le posizioni nella classifica delle vendite di personal computer finché l’incantesimo si ruppe, forse per colpa di errori strategici sul possibile impatto dei tablet. Quindi il divorzio, il «tradimento» e ora il tribunale: Acer lo cita per violazione del patto di non concorrenza dopo il contratto del manager con i cinesi della Lenovo.
MIRCO MASCHIO, 7
Internazionalizzazione, tecnologie d’avanguardia e ora un contratto innovativo con i propri dipendenti: l’amministratore delegato della Maschio Gaspardo, azienda padovana di attrezzature agricole con stabilimenti in mezzo mondo, ha siglato un accordo nel quale si impegna a non licenziare per i prossimi tre anni. Il personale, a sua volta, non chiederà aumenti retributivi: le risorse risparmiate saranno reinvestite, un modo per navigare tra le ondate della crisi.
PAOLO E NICOLA BULGARI, 8
A poco meno di un anno del passaggio del controllo dalla famiglia alla colosso francese Lvmh, i fratelli vanno all’incasso vendendo all’incirca lo 0,8% della Louis Vuitton: il ricavo non è ufficializzato, a valori di mercato la quota è valutata attorno ai 500 milioni. Una bella consolazione dopo aver tentato inutilmente (non per colpa loro) la costruzione di un nuovo polo italiano del lusso.
GIANLUCA BAINI, 5
Non convincono le rassicurazioni del presidente di Alcatel Lucent Italia, che ha annunciato 490 esuberi in primo luogo nel polo tecnologico di Vimmercate. «Non è una fuga dall’Italia» ha commentato. Ma la perdita di personale qualificato in una delle più rilevanti strutture per la fibra ottica resta significativa.
AKIO TOYODA, 6
Qualcuno aveva dubbi sulle capacità di ripresa della Toyota? Caduta sotto i contraccolpi della crisi mondiale e del terremoto giapponese, la casa automobilistica è tornata a crescere e dà nuove stime di utili a 200 miliardi di yen, in forte aumento anche se inferiori a quelle di Honda (215 miliardi) e Nissan (290).