L’immagine del leader
CORREVA il 1925 e Benito Mussolini istituiva con regio decreto l’Istituto Luce la cui finalità era volta alla «diffusione della cultura popolare e della istruzione generale per mezzo delle visioni cinematografiche, distribuite a scopo di beneficenza e propaganda nazionale e patriottica». A distanza di 87 anni le cose non sembrano granché cambiate a giudicare dalle immagini che ancora oggi alcuni politici ci propinano senza scrupoli.
L’ALEMANNO SPALATORE è una figurina che difficilmente potremo dimenticare. Non solo per l’espressione tesa e sofferta, il gesto nervoso e professionale, ma anche e soprattutto per quell’indifferenza con la quale ignora l’obiettivo del fotografo e degli operatori. Non solo, sembra quasi insofferente nei confronti di chi sfrutta la sua immagine. «Perdinci, qui c’è gente che lavora, non siamo mica giornalisti perdigiorno», sembra che dica impegnato com’è nel virile sforzo. Beninteso non è il solo: abbiamo visto assessori imbianchini anti-writer, onorevoli disinfestatori di treni locali popolati da vu’ cumprà e l’album ne comprende molti altri ancora. Alla fin fine, mettendo per un attimo da parte l’insuperabile prototipo del Duce, viene quasi da rimpiangere il presidente operaio, ferroviere, muratore… quel Silvio Berlusconi che aveva il grande merito di condire il tutto con un beffardo sorriso. Certo fa un po’ tristezza pensare che i politici davvero considerino ancora così stupidi gli italiani. Davvero pensano che sia ancora necessario farsi vedere in quelle condizioni per racimolare consensi? Credo che gran parte dell’esasperazione della gente comune dipenda anche da questo atteggiamento superficiale e ottuso. Ma forse hanno ragione gli spin doctor che consigliano i leader a farsi ritrarre con la vanga, con il piccone e poi in compagnia di questo e di quest’altro. Ne «Il dittatore dello stato libero di Bananas» di Woody Allen il conduttore televisivo al termine del servizio salutava il pubblico dicendo: «Avete sentito con i vostri occhi…». Proprio come dalle nostre parti.