L’occhio di falcoski
IL TITOLO non è un refuso. E’ il soprannome che durante le finali dell’ultima World League avevano dato i bravi telecronisti Alessandro Antinelli e Fefè De Giorgi al moviolone della regia polacca, che permetteva di svelare in tempo reale se un pallone contestato era dentro o fuori, se era stato toccato dal muro oppure no. L’occhio di falcoski è una parodia dell’occhio di falco che nel tennis funziona ormai da anni, e infatti non si vedono più scenate alla McEnroe. Almeno, non contro i giudici di sedia o di linea.
La notizia di ieri è che quella tecnologia, che in Polonia hanno già usato l’anno scorso durante i playoff e quest’anno anche nella regular season della PlusLiga, sarà adottata anche nella prossima final four di Champions League, a metà marzo a Lodz. Cioè ancora in Polonia. Solo che stavolta avrà un’influenza diretta sul risultato, perché se un anno fa il moviolone serviva solo ad acuire rimpianti nei telespettatori, adesso la Cev ha deciso di renderla parte del gioco, aprendo una strada che nel volley ancora non era stata battuta ma in altri sport sì (vedi instant replay del basket, vedi football americano o cricket, oltre al già citato tennis). Funzionerà così: grazie a una serie di telecamere piazzate anche sulla rete, il secondo arbitro potrà rivedere subito su un monitor il replay dell’azione, quando il capitano di una squadra chiederà di ‘sfidare’ il giudizio arbitrale ritenendo sbagliata la decisione dei fischietti. Il capitano ‘sfidante’ potrà assistere al replay insieme all’arbitro e avrà a disposizione due chiamate per set: quando avrà ragione, le manterrà intatte e disponibili per azioni successive, ogni volta che avrà torto invece brucerà una chiamata.
Questa svolta epocale non arriva in Polonia per caso: è quella la realtà emergente, anzi già emersa da un po’, sul piano degli investimenti anche economici. I polacchi sono stati i primi ad applicare strumenti tecnici ‘rubati’ al cinema che hanno permesso una qualità di ripresa tale da rendere concretamente utilizzabile la moviola in tempo reale. Prima, le moviole ‘normali’ spesso non scioglievano il dubbio.
Ovviamente, come ogni innovazione andrà verificata sul campo, ma viste le premesse dell’anno scorso, penso che potrebbe davvero funzionare. Poi si aprirà l’altro fronte, sul quale ogni discussione è lecita e in parte è già stata anche scontata dalle esperienze degli altri sport: proprio l’instant replay del basket, all’inizio, veniva osteggiato perché per dare uniformità al campionato, o addirittura per garantire una sorta di equità della competizione, sarebbe stato necessario dotare tutte le partite della stessa copertura tecnologica. Con costi ovviamente elevati. Credo che saranno questi, a frenare inizialmente una adozione su larga scala di falcoski. Ma come accade per la tecnologia di casa nostra, immagino che con il passare del tempo i costi caleranno, e tutti potranno sfruttare questa prima esperienza.
Lo spero, perché non so a voi, ma a me proprio non piace la deriva che il volley sta prendendo, con proteste sempre più accese e diffuse nei confronti di arbitri che, in quanto uomini, anche quando sono bravissimi non possono semplicemente reggere il passo della velocità e della potenza di uno sport che negli ultimi anni è molto cambiato.