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W. O l’ultima salita

Ci siamo arrivati, il ritorno dell’Italia in recessione segue il percorso indicato tempo fa dal professor Roubini: quello di un saliscendi. Di una doppia vu (W). La chiamano Double Dip. Significa, in sostanza, che l’Italia, dopo la breve ripresina del 2010, ha chiuso due trimestri consecutivi a crescita negativa. Il quarto del 2011, in particolare, ha segnato -0,7%. L’anno si è chiuso a più 0,4%. Anche in questo caso, nulla che non fosse previsto. Le misure di Monti, salito a Palazzo Chigi, a fine anno, ovviamente non c’entrano. Il premier, davanti all’europarlamento, ha escluso nuove manovre. Ora dovrà cucinare la ricetta salvaitalia con gli ingredienti del rigore e con quello della crescita. Il primo non può essere abbandonato: proprio oggi la Banca d’Italia ha comunicato che il 2011 si è chiuso con  un debito pubblico di 1.897,9 miliardi, in crescita del 2,98% rispetto ai 1.842,9
miliardi di fine 2010. Il debito di dicembre e’ comunque in calo rispetto ai 1.904,8 miliardi raggiunti a novembre e al record storico di 1.909 miliardi toccato a ottobre.

Non sta meglio l’Europa. Eurostat: l’ultimo trimestre del 2011 ha visto il Pil in calo dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, sia nell’area Euro che nella Ue-27. E via scorrendo, a partire dalla forte Germania (-0,2%) e passare all’Olanda dalla tripla A (-0,7%), al Belgio, al Portogallo (-1,3% a fine anno) alla Spagna (-0,3%. Fa eccezione la Francia con un +0,2%. L’eurozona fa peggio degli Stati Uniti (+0,7%) e meglio del Giappone, che crolla dello 0,6%. Il problema per tutti è risalire l’ultima gamba della vu doppia. Il prima possibile. Per l’Italia è difficile immaginare realisticamente strade diverse da quelle indicate: liberalizzazioni, investimenti sulle infrastrutture, lotta all’evasione fiscale, riforma del mercato del lavoro. Riduzione, quando sarà possibile, delle imposte su imprese e lavoro, spostando il peso sulle rendite, alienazione del patrimonio pubblico. Lotta agli sprechi, interventi per ridurre il credit crunch e dare ossigeno alle piccole e medie imprese. E, in generale, uno Stato più leggero. Dice Passera: riforme strutturali per rimettere in moto il paese. Lo diceva da banchiere, lo ripete oggi.

Capitolo a parte è la Grecia: nel quarto trimestre 2011 è crollato del 7% rispetto all’analogo trimestre 2010. Significative le parole di Monti all’Eurogruppo: “Essendo uno dei piu’ anziani tra di voi – ha detto il presidente del Consiglio, rivolto agli europarlamentari – vorrei invitarvi a guardare le cose in una prospettiva positiva. Certamente la durezza con cui oggi la Grecia viene trattata puo’ indurci a
ritenere questo eccessivo e forse lo e’, ma suggerirei di non dimenticare che la politica greca per molti anni e’ stata un perfetto catalogo delle peggiori pratiche della politica dei nostri Paesi”. Ricetta per l’Italia, almeno fino al 2013.

 

Twitter: @pgiacomin