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Eroi con i cerotti

DUE MITI con le ossa rotte, ma incapaci di mollare. Per motivi diversi, le storie di Giba e Stacy Sykora, che il sito della Fivb racconta con dovizia di particolari, sono molto simili. Tutti e due sono alle prese con il recupero fisico, entrambi hanno soltanto un pensiero in testa: essere pronti per Londra.

GIBA, che ha progenitori italiani partiti da Sassuolo per il Brasile e cugini che oggi vivono a Carpi, se non il più forte è sicuramente lo schiacciatore più famoso al mondo nell’ultimo decennio abbondante. Ma il tema è un altro: Giba è appena stato operato alla gamba sinistra, e pochi giorni dopo ha tenuto una conferenza per rilanciare la sua sfida. A Rio de Janeiro, assieme al professor Ney Pecegueiro, il trentacinquenne campione brasiliano ha annunciato: “Da oggi in poi, io sono concentrato sul progetto olimpico. Mi prenderò cura di me stesso e farò qualunque cosa serve per essere in forma per Londra. L’operazione è stata la scelta migliore, la frattura è arrivata perché alla Coppa del Mondo ho dovuto giocare di più per l’infortunio di Dante”.

Giba non potrà appoggiare la gamba operata per un po’, e non potrà iniziare la riabilitazione prima di un paio di mesi. “Abbiamo introdotto una stecca di titanio nella sua tibia, così la frattura può guarire più velocemente”, ha spiegato il Dottor Pecegueiro. Per Giba, questo è il peggior infortunio e la prima operazione in oltre due decenni. Finora al massimo si era procurato distorsioni alle caviglie. Come in una mitica partita contro l’Italia che lo segnalò al mondo: “Nel mondiale 1998, ho continuato a giocare anche se mi ero rotto i legamenti. L’altra distorsione fu nel 2008, prima delle Olimpiadi, ma ho recuperato in tempo”.

IL BRASILE è anche il luogo dove Stacy Sykora ha avuto un incidente che ne ha messo in pericolo non solo la carriera, ma addirittura la vita. Di lei e del rovesciamento del pullman su cui viaggiava la squadra del Volei Futuro vi avevo già parlato qui http://club.quotidiano.net/rabotti/donne_con_gli_attributi.html e qui  http://club.quotidiano.net/rabotti/loro_di_stacy.

Ora Stacy ha lo stesso sogno di Giba: riuscire ad andare a Londra. Sostiene di essere mentalmente anche più forte di quanto non lo fosse prima dell’incidente (ed essendo mentalmente d’acciaio già allora, non riesco ad immaginare come possa essere vero), e di avere la volontà di tornare prima con il Volei Futuro, poi eventualmente anche in nazionale: riferendosi alla nazionale di McCutcheon, alla ESPN ha raccontato che “prima di tutto, conta la squadra. Voglio andare? Sì. Ma devo vedere come lavoro con questa squadra. Ci sono alcuni grandi liberi che vogliono quel posto. Io non voglio che l’incidente possa incidere né contro di me, né in mio favore. Indipendentemente da ciò che succederà a me, questa è una grande nazionale”. La campionessa di 35 anni ha passato la maggior parte della scorsa estate a Casa Colina in California, un centro specializzato in lesioni cerebrali, nonché presso il centro di formazione U.S. di Anaheim. Dove ha ricevuto la spinta dalle compagne: “Mi hanno dimostrato quanto siano importanti per me, mi hanno aiutato ad andare da uno a un nove”. Ora manca il dieci, e Stacy sa che potrebbe anche non arrivare: “Io spero di arrivare al cento per cento, ma sono comunque contenta di quello che ho. Vivo l’oggi, non guardo affatto al futuro. L’unica cosa che conta è che io dia il massimo 24 ore al giorno”.