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Una prescrizione che allunga la vita (a Monti)

Il processo Mills si è dunque concluso così come ogni anno si concludono circa 170mila processi penali: con un non luogo a procedere causa prescrizione. I tempi per giungere a sentenza sono stati cioè più lunghi dei tempi che la legge fissa per il processo. Raccontano che Silvio Berlusconi temesse davvero d’essere condannato. Il processo si sarebbe prescritto comunque, ma l’ex premier avrebbe subito l’onta di una condanna in primo grado per corruzione in atti giudiziari. Una forzatura, certo, ma il ventennale confronto tra la procura di Milano e il Cavaliere ha registrato forzature anche peggiori da entrambe le parti. Si capisce dunque il sollievo del Pdl. «Una prescrizione a Milano equivale a un’assoluzione piena», è la tesi a cavallo tra tatticismo e realismo. Da palazzo Chigi ovviamente non trapelano commenti. Ma c’è da credere che l’umore di Monti non sia meno lieto di quello di Berlusconi. Una condanna avrebbe infatti spinto il Pdl su posizioni radicali, insinuando nel leader il pensiero d’esser vittima di una cospirazione che non si esaurisce con la cacciata dal governo. Un elemento irrazionale dagli effetti imprevedibili.
Del resto, è bastata una prescrizione per far ripiombare il dibattuto pubblico italiano nel buco nero in cui ha vissuto fino a quattro mesi fa. Al solito: grida, accuse, delegittimazioni e vere e proprie mistificazioni. Con Bersani che, per distogliere lo sguardo dal travaglio del Pd sulla riforma del lavoro, provoca l’ex avversario ora giocoforza alleato: «Se cerca l’assoluzione può sempre rinunciare alla prescrizione». Provocazione legittima, ma che non tiene conto di precedenti illustri. Anche D’Alema, per dire, evitò una probabile condanna (per finanziamento illecito) grazie alla prescrizione. Come nel caso della sentenza della Consulta che ha depotenziato gli effetti politici del referendum elettorale, anche stavolta c’è chi è convinto che la mancata forzatura del tribunale di Milano vada ascritta al silenzioso operato del capo dello Stato. Obiettivo, sminare il terreno del dialogo tra i partiti che sostengono il governo. Quei partiti che, a breve, dovranno trovare un accordo anche sulla riforma della giustizia. Perché il vero scandalo sono quelle 170mila prescrizioni annue. E il fatto che in Italia un processo civile duri mediamente 1210 giorni contro i 394 della Germania. Grazie alla prescrizione del processo Mills, discuterne in parlamento sarà un po’ più facile.