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E’ morto Dalla. Ma poi “si schiarisce la voce e ricomincia il canto…”

Ho conosciuto Dalla, l’ho intervistato tante volte, l’ho sempre grandemente apprezzato come autore e come persona. E allora oggi voglio ricordarlo con un pezzetto pubblicato sul Quotidiano Nazionale quasi un anno fa in occasione di un anniversario della canzone “Caruso”.
Non pubblico questo ricordo tanto per accodarmi ai tanti che in questo momento lo stanno celebrando ma solo perché per me oggi è davvero un giorno triste.

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“… un uomo abbraccia una ragazza dopo che aveva pianto poi si schiarisce la voce e ricomincia il canto…”.
Sono milioni le canzoni che girano per l’etere. Solo poche sono capolavori. Uno di questi, già nella storia della musica mondiale, ha appena compiuto venticinque anni essendo stato presentato per la prima volta in un club del Village di New York il 23 marzo 1986.
Si tratta, si sarà capito dall’attacco, di “Caruso” di Lucio Dalla. Dedicata a Enrico Caruso, mitico tenore dell’inizio del Novecento, ispirata a Dalla da una notte trascorsa in un albergo a Sorrento proprio nella suite che aveva ospitato il tenore ormai minato dal male, evocatrice dei trionfi americani della star della lirica e dell’ultimo disperato amore per una ragazza a cui impartiva lezioni. Scritta da Dalla in un magico momento, uno di quei momenti che segnano per sempre la differenza fra un cantautore e un poeta.
Quante emozioni ad ascoltare quella canzone, quanti brividi, quanti pensieri. Il tenore, che sente che la vita gli sta scivolando via, rievoca la sua avventura umana. E ascoltando quella che è molto più di una canzone, capita un po’ a tutti di rievocare, di riandare con la mente a tempi e volti avvolti nella nebbia. “… guardò negli occhi la ragazza quegli occhi verdi come il mare e poi all’improvviso uscì una lacrima e lui credette di affogare…”
Caruso, per la malattia ai polmoni, morì novant’anni fa, il 2 agosto del 1921 a soli 48 anni. A lui, alla sua voce inimitabile, a Lucio Dalla che con la sua opera continua a perpetuare la grandezza del tenore, è dedicato un libro di Melisanda Massei Autunnali intitolato “Caruso. Lucio Dalla e Sorrento. Il rock e i tenori” (Donzelli editore).
E leggere sarà emozionante.

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Oggi è davvero commovente riascoltare quella canzone, quella poesia che ha segnato tante vite. Caro Lucio, se ancora non avesse avuto modo di ascoltarla, falla sentire anche al “Principale”. Chissà che non ti metta a scrivere qualcosa di altrettanto eterno.