Auto a picco, allarme Italia
LA FERRARI F12 Berlinetta e la nuova Mercedes Classe A. Due vetture simbolo per annunciare il grande Festival dell’auto, che andrà in scena a Ginevra a partire dall’8 marzo. La Rossa più potente della storia, con i suoi 740 cavalli, e la rivoluzionaria creatura della Casa tedesca, con tratti decisamente sportivi, rappresentano le principali attrazioni del Salone. Ma sono anche la conferma che esistono auto di lusso o di alta qualità capaci di vincere la sfida del mercato, a dispetto della crisi.
Il timore è che restino casi isolati, splendide vette che sbucano da un mare di di paura e di apprensione. Perché nella vecchia Europa le vendite vanno male e le grandi alleanze internazionali (l’ultima è quella tra Psa-Citroen e il colosso General Motors) sono la testimonianza di una difficoltà crescente a far quadrare i bilanci. Le sinergie, le partnership internazionali sono la strada giusta per arrivare a un mercato globale che riequilibri le cifre allarmanti del Vecchio Continente con la linfa di mercati ricchi e assetati di novità come Cina, India, Brasile e, in parte, il Nordamerica.
MA è in Italia che le cifre di febbraio segnano percentuali davvero preoccupanti, con un calo del 18,9% delle immatricolazioni, mentre Fiat scende del 20% netto, con l’ulteriore danno rappresentato dallo stop delle bisarche, fermate dalle forti nevicate del mese scorso. Il quadro complessivo ci riporta indietro nel tempo, con dati di mercato da anni Ottanta e stime di vendita al ribasso che sfiorano la soglie di sopravvivezna per molte concessionarie.
In questa situazione, aggravata dal caro carburante, dal caro-assicurazioni e da una fiscalità specifica che si è fatta ancora più pesante, l’auto rischia davvero di soffocare. Il governo, se tiene davvero all’industria dell’automobile, al giro di denaro e alle entrate fiscali garantite da questo comparto economico, deve intervenire in modo deciso.
I provvedimenti di liberalizzazione e di semplificazione già annunciati non possono produrre effetti in tempi brevi e gli incentivi sono una misura che rischia di gonfiare artificialmente i volumi di vendita senza calare il sipario della crisi. SERVE un intervento concreto e immediato, un segnale forte come potrebbe essere il ventilato calo dell’aliquota minima Irpef dal 23% al 20%. Servono tagli ai costi dei passaggi di proprietà e alle pratiche di immatricolazione e una vera moratoria assicurativa. Se così non fosse, con il motore potrebbe andare in panne una bella fetta di Italia.