Meno spread, piu’ credito
Lo spread — la differenza tra i rendimenti del Btp a dieci anni italiano e il Bund a dieci anni tedesco — è sceso a 308 punti, ai minimi da settembre: significa che paghiamo circa il 3% in più rispetto ai rendimenti tedeschi, meno del 5%, come non accadeva da agosto. Quando lo spread era a 500 (Natale 2011) pagavamo circa il 6-7%. In teoria, insomma, stiamo risparmiando ora una quarantina di miliardi di euro — una mezza manovra — sulla spesa per gli interessi sul debito pubblico (1.900 miliardi). Merito anche della cura Monti.
Il calo non fa bene solo ai conti pubblici, favorisce il credito. L’aumento dei rendimenti di Bot e Btp provoca la svalutazione degli asset in titoli di Stato nei portafogli delle banche: se remunerare un Btp diventa più oneroso il suo valore di mercato scende perché calano quanti sono disposti ad accollarsi più rischi. Chi ha comprato a 100, in sostanza, si ritrova in cassa un titolo che, in quel momento, vale meno. Solo che le nuove regole europee — congelate per quest’anno — impongono alle banche di mettere in bilancio il valore di mercato dei titoli in portafoglio: pensavi di avere 100, ti ritrovi con 80. Quindi devi trovare liquidità per rafforzarti e rispettare i requisiti di solidità dell’Autorità bancaria europea. Ciò ha portato, per esempio, alcuni istituti ad aumentare il capitale. Il calo dei rendimenti produce l’effetto contrario: le banche che hanno aumentato il capitale si trovano, in sostanza, più denaro disponibile, le altre forse non dovranno trovarne per rafforzarsi. Sono quindi in condizioni migliori per dare credito a imprese e famiglie. E non è un caso, per esempio, che proprio in questi giorni alcuni istituti siano tornati a finanziarsi sul mercato obbligazionario. Sono segnali di un timido rientro nella ’normalità’ del circuito che, attraverso le banche, finanzia l’economia. Rientro aiutato anche dal Governatore della Bce, Mario Draghi, che, suscitando qualche mugugno tedesco, con due grandi aste di liquidità ha messo a disposizione delle banche, mille miliardi all’1%. Buona occasione: da spendere non solo per comprare Btp, ma anche per dare credito a chi lo merita.
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