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Regina d’affari nel sito porno

REGINA delle banche d’affari e degli annunci porno. Gioiello di Wall Street e del Village Voice Media, la società proprietaria del sito dove transita il 70% delle proposte del mercato della prostituzione negli States. Sprofonda all’inferno l’immagine che fu paradisiaca di Goldman Sachs, grande boutique finanziaria ispirata ai corpi d’elite dell’Us Navy e regolata da 14 «Principles», le tavole della legge volute nel 1970 dall’allora vicepresidente John Whitehead: lui, divenuto banchiere dopo aver partecipato allo sbarco degli alleati in Normandia, aveva un presentimento. Temeva che al crescere dell’impresa potessero appassire i valori fondamentali di etica e dedizione alla società. Ma quel che Whitehead non poteva immaginare era un portafoglio con partecipazioni in quel Village dai portali sexy.

 
Si materializza così un altro ruzzolone morale per il gigante da poco meno di 4,4 miliardi di utile nel 2011 e più di 30 mila dipendenti: solo poche settimane fa la banca era finita nel mirino di un «suo» pentito, Greg Smith, direttore esecutivo da 500 mila dollari l’anno di retribuzione e responsabile dei settori derivati in Europa e Asia. Ha svelato l’inconfessabile e il nomignolo (muppets, pupazzi) affibbiato dai ricchissimi manager agli inconsapevoli clienti. Ha raccontato la gestione spregiudicata che ha fatto a fette lo «spessore morale» della banca. Smith dà voce e facce alle inchieste con cui la Sec, la Consob americana, accusa Goldman Sachs di aver venduto ai propri risparmiatori obbligazioni rischiose, legate ai titoli subprime, proprio mentre scommetteva sul loro crac.

 Il banchiere ha vuotato il sacco arricchendo le ulteriori inchieste federali su analisti e dirigenti di primissimo piano, inseguiti da ipotesi di insider trading. E due di loro erano anche i maggiori azionisti del pornoVillage. Lloyd Blankfein – il ceo, il Dart Fener di Guerre stellari secondo il Daily Mail – ha replicato con scontato sdegno, ricevendo l’altrettanto scontata solidarietà di James Dimon, ad di Jp Morgan. Senza convincere. Da parte sua Smith ha già in cantiere un libro sulla sua vita alla Goldman, ricevendo un milione e mezzo di dollari come acconto. Insomma, rivelazioni disinteressate… Nei suoi Principless, Whitehead aveva espresso con chiarezza il credo della società: l’integrità e l’onestà sono al cuore del lavoro, servendo bene i clienti arriverà il successo. Altrimenti sarà la rovina.