“Caro Presidente spieghi a Monti che così non va”
Egregio signor Presidente Napolitano, sono alla soglia dei novant’anni e lavoro da quando ne avevo quindici; iniziai da povero impiegatuccio a mezza giornata. In oltre settant’anni di duro lavoro ho realizzato un’attività nell’industria dei trattamenti dei metalli; attualmente ho tredici collaboratori, dopo averne avuti fino a quaranta… Antonio Dalla Villa, Paderno Dugnano (Mi)
E IL NOSTRO lettore continua raccontando la propria situazione: «Oggi la mia azienda lavora al 25 per cento del potenziale, perché la crisi riguarda tutti i nostri clienti. Mantenere un impianto produttivo è molto costoso; dovrei chiudere l’attività, ma finché posso non voglio disoccupare i miei collaboratori». Per questa ragione chiede che il presidente Napolitano evidenzi al primo ministro Monti una serie di punti: «Aumentare le tasse è un incentivo all’evasione fiscale; occorre tagliare radicalmente gli stipendi dei parlamentari; limitare le spese eccessive per le rappresentanze istituzionali, militari e amministrative; ridurre il costo del lavoro per rendere competitive le aziende». E conclude: «Diversamente sarà un disastro».