Scommettiamo mille miliardi?
«Dalla storia impariamo che dalla storia non si impara» scrisse Hegel.
E i precedenti della finanza internazionale non raccontano abbastanza e non consentono di intuire fino in fondo cosa potrà accadere dalla serata di domani 8 marzo 2012 quando, alle 21, la Grecia comunicherà l’esito dello swap sul suo debito: il governo di Atene azzarda una linea drastica, se gli obbligazionisti privati che scelgono il sì volontario all’accordo saranno meno del 90%, ma più del 75%, farà comunque scattare le clausole di partecipazione coattiva.
Se invece la partecipazione dei creditori privati fosse al di sotto del 75% lo swap salterebbe e si andrebbe verso un fallimento incontrollato. Scatterebbero i credit default swap, quella specie di assicurazioni nate per proteggere gli investitori dall’insolvenza di un’emittente ma esplose come strumento cinico e redditizio di speculazione.
Le conseguenze sono difficili da prevedere, si stimano contraccolpi per il sistema finanziario internazionale (tra cui almeno un mezzo migliaio di banche) fino a mille miliardi di euro. Una tragedia, non solo greca.