Il frigorifero e la Tav
IL CONFRONTO fra No Tav e forze dell’ordine che continua a riproporsi nelle piazze italiane oltre che in Val di Susa ha riportato d’attualità le parole con le quali Pier Paolo Pasolini si schierò dalla parte dei poliziotti/proletari prendendo le distanze dai giovani contestatori/figli di papà. Copione vetusto che ciclicamente si ripete. Si dimentica invece un altro tema caro all’intellettuale che è ancor più di attualità e meno abusato: la distinzione tra progresso e sviluppo.
SI CHIEDEVA Pasolini se quanto si stava vivendo negli anni Settanta corrispondesse a una reale crescita del Paese, ovvero a un miglioramento della qualità della vita, oppure a un adeguarsi a mode consumistiche camuffate per esigenze primarie. Volendo banalizzare la questione con un esempio, l’invenzione dei sistemi di raffredamento ha rappresentato una svolta epocale: la diffusione di massa del frigorifero ha infatti consentito al genere umano di migliorare l’aspettativa di vita riducendo il numero di patologie mortali in virtù di un’ideale conservazione del cibo. In questo caso è legittimo parlare di progresso.
Ora ci si può domandare nel caso dell’Alta velocità quale sia il risultato finale di un impegno così gravoso per le casse dell’Europa. Di certo un miglioramento sensibile dei tempi di percorrenza fra le capitali del vecchio continente: Londra sarà raggiungibile da Milano in sei ore, Parigi in quattro e via dicendo. Ma per raggiungere Piacenza si impiegherà sempre un’ora e più, per non parlare dei centri non serviti da rotaie a causa della sciagurata campagna di tagli delle linee secondarie che risale agli anni Sessanta. La maggior parte della popolazione continuerà a spostarsi in auto, inquinando e rovinandosi la vita per trovare un parcheggio.
Allora torna attuale la distinzione di Pier Paolo Pasolini. L’Alta velocità in quale categoria rientra? Progresso o sviluppo? Ha la portata innovativa del frigorifero o si va ad aggiungere alle tante necessità che l’uomo si è inventato senza che davvero lo fossero? Forse è questo il tema sul quale sarebbe bene che ci interrogassimo.
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