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Storia di P.

Questa e’ una storia vera.  Racconta di come sia facile prendere cantonate quando si parla di “orientamento scolastico” e lavoro. Solo un caso, ovviamente, non una statistica. E’ la storia di P. , ragazzino che esce dalla terza media nel 1980. i professori sono unanimi nel dire che P. puo’ scegliere qualsiasi tipodi scuola superiore e che l’ideale per lui sarebbe il liceo, meglio se il classico. A P. , pero’, oltre ai libri piacciono molto i cacciaviti e chiede di iscriversi a un istituto tecnico industriale perche vuole fare l elettrotecnico. La famiglia acconsente: a una decina di chilometri, in ua cittadina vicina al suo paese, c’ e’ un istituto molto duro e molto serio. Garantisce chi ci e’ gia’ passato:chi esce da li trova subito lavoro. I bravi vengono contattati dalle migliori aziende ancora prima che finiscano la scuola. P. passera’ in quella scuola i cinque anni piu’ belli della sua vita da ragazzo. E’ vero, lasciola e’ dura e i professori sono molto avanti, forse troppo: la loro idea e’ che i periti debbano ambire a dirigere le aziende. E integrano i programmi per chi vuole impegnarsi: orei italiano extra, dirittoed economia. Laloro idea assomiglia molto a quella che oggi chiamiamo ingegneria ggestionale, non dimentichiamo che siamo nel 1980. P. si diploma nel 1985 col massimo dei voti, 60/60. Le   ultime due estati le ha passate in fabbrica, esperienza di studio e lavoro in due aziende diverse. Da un po’ ha scoperto l’elettronica e si diverte a montare amplificatori da montare nei bauletti delle Vespa dei suoi amici (andava di gran moda) e a trafficare con i primi pc: un Olivetti m24 a scuola, lo zx spectrum sinclair di un suo amico piu’ grande. ha deciso di iscriversi all universita’, a Giurisprudenza, seguendo un suggerimento del prof di elettrotecnica, un po’ fissato col diritto industriale e la tutela dei brevetti. E intanto P.cerchera’ lavoro. Solo che offerte non ne arrivano, neppure per lui che ha preso 60. Bussa alla porta delle fabriche dove era stato in estate: nullada fare. Mandain giro curriculum. pInutilmente. Eppure siamo ameta’ degli anni ’80, l’economia tira, perche’ nessuno lo vuole. Lo scoprira’ vent’anni  e molte esperienze dopo. Quando, per puro caso, scoprira’ che molti de suoi compagni di scuola hanno avuto esperienze simili. Per pur curiosita’ P. mette insieme i dati economici di quel periodo, li studia e scopre una verita’ banale: le previsioni del 1980 a cinque anni di distanza erano semplicemente sbagliate. Per questo oggi, quando sente parlare di orientamento allo studio, e’ tentato di arrabbiarsi ma poi non lofa. Semplicemente, sorride. E continya a occuparsi di economia egiornali.