Appalti, Cina e reciprocità
Su EuroActiv— portale di informazione sui paesi europei — alcuni giorni fa Frederic Simon ha postato un articolo di grande interesse, intitolato: EU to confront China with ‘reciprocity’ in public contracts La sostanza è: “Stanca di vedere le aziende europee bloccate da Pechino quando vogliono partecipare a gare d’appalto cinesi, la Commissione europea sta preparando un piano, che presenterà entro il mese, che permetterà ai paesi membri dell’Ue di vietare le offerte straniere provenienti da paesi che si rifiutano di aprire i loro mercati degli appalti pubblici”. La proposta — secondo Euroactiv — dovrebbe essere presentata entro la fine di marzo da Michel Barnier e Karel De Gucht, i commissari Ue per il mercato interno e del commercio. Secondo il piano, visto da EurActiv, ai paesi dell’UE «sarà data la possibilità di respingere le offerte straniere provenienti da paesi terzi» che non riescono ad aprire i propri mercati degli appalti pubblici alle imprese europee. Gli appalti pubblici — ricorda il post — rappresentano il 19% del Pil dell’Unione europea. Ma mentre gli appalti Ue aperti alle offerte da parte di paesi che abbiano sottoscritto gli accordi in materia del Wto, valgono 312 miliardi di euro, il corrispondente offerto dagli Stati Uniti è solo di 34 miliardi, 22 quello del Giappone. Il dibattito è aperto: nuovo protezionismo o legittima difesa?