Golden share, così fan tutti
Il professore che aveva sfidato Microsoft quando era commissario europeo alla concorrenza si è lasciato sedurre dall’idea colbertiana di porre ostacoli e veti alla contendibilità delle aziende italiane: il via libera del governo Monti alla golden share, alla difesa dell’italianità delle aziende strategiche, risponde forse a una logica di buonsenso e sicuramente al bisogno di modificare una normativa, quella esistente, che avrebbe portato l’Italia a una condanna della corte di giustizia europea.
Il premier mantiene la diga a tutela delle società legate al settore della difesa ed alza muretti su aziende dell’energia, telecomunicazioni, trasporti. E’ comprensibile. Lo striminzito listino di piazza Affari raccoglie Eni, Enel, Finmeccanica, Telecom Italia, che ai valori attuali potrebbero essere scalate con pochi balzi dai giganti internazionali della finanza o dai fondi sovrani esteri con grave pregiudizio, secondo il governo, per la nazione.
Con la «golden» lo Stato azionista potrà deviare dal rispetto delle leggi fondamentali della concorrenza ed esercitare poteri speciali di veto come tutti gli Stati si precipitano a fare nelle fasi di turbolenza economica. Salvo poi inveire contro le forme più o meno evidenti di protezionismo come il sostegno pubblico alle aziende (Francia, Giappone) o il deprezzamento competitivo delle valute (Cina, Svizzera).
Tutto sommato la golden share, nell’accezione italiana, è una forma temperata di difesa delle aziende patrie: impedisce scalate ostili ai settori vitali da parte di soggetti extra Ue e blocca presenze non gradite, anche europee, nelle imprese della difesa e della sicurezza. Certo, la tutela dei «campioni nazionali» richiederebbe sostegno dello Stato nel rafforzamento della capacità di competere sui mercati internazionali più che nella limitazione della contendibilità, spesso portatrice di un depauperamento societario: ad esempio, meglio mettere la golden share sulle ex municipalizzate Hera, Acea, A2A o Iren (quando dall’anno prossimo diverranno contendibili) oppure pensare e lavorare a una superutility sul modello tedesco della Rwe?
Ma tant’è, così fan (quasi) tutti nell’occidente sottoprezzato e impaurito dal ricco shopping di fondi arabi e asiatici. E così fan tutti nei paesi emergenti, a difesa delle loro industrie nascenti.