Esempi da seguire (e da inseguire)
“Voi ci dovete insegnare con tutte le cose, non solo a parole”
OGGI è la festa del papà, e ovviamente non è un caso che sia stata scelta questa data per organizzare un momento molto…pedagogico. Ve ne ho già parlato qualche post fa: al MaXXXi di Roma sette ct azzurri e tre campioni olimpici si ritrovano per parlare del futuro dei nostri ragazzi, a partire dai luoghi in cui possono fare pratica sportiva, nel convegno organizzato da veDrò e intitolato ‘Tutticittì – facciamo squadra per lo sport italiano’. Al quale partecipano Massimo Barbolini, Cesare Prandelli, Simone Pianigiani, Stefano Cerioni, Alessandro Campagna e Claudio Ravetto, Yuri Chechi, Josefa Idem e Salvatore Sanzo. Il motore di questo momento di confronto senza precedenti è stato il ct del volley maschile Mauro Berruto, che prima di intervenire al MaXXXi ha spiegato il senso dell’iniziativa, nella quale sarà anche presentata una proposta di legge che vuole raccogliere fondi per l’impiantistica delle scuole elementari: “E’ un’iniziativa che nasce dall’idea di mettere insieme una bella squadra di sportivi per sostenere una proposta di legge con un obiettivo specifico, il tentativo di ridare dignità e importanza ai luoghi dello sport, in particolare a quelli della scuola elementare, dove i nostri bimbi devono appassionarsi e imparare l’arte delle emozioni che lo sport può trasmettere”, ha detto Berruto su Radio Rai 1, nella trasmissione “Start”. Il figlio di Berruto, per la cronaca, sta imparando il minibasket in una palestra dove non ci sono canestri.
Cesare Prandelli è un altro tecnico che punta molto sull’etica: “Dobbiamo investire sui giovani, sui ragazzini, e creare per loro opportunità di pratica sportiva. E la cultura sportiva deve avere dei posti in cui crescere. Quando incontriamo i ragazzi, uno dei temi è quello di trovare luoghi in cui esprimere la propria passione e le proprie potenzialità. Ci chiedono di fare qualcosa. Noi abbiamo la fortuna di rappresentare l’Italia all’estero e lì sentiamo quanto i tifosi avvertano il senso di appartenenza”. L’altro sport di squadra di massa, in Italia, è il basket: “In Italia lo sport muove grandi interessi e grandi passioni, ma spesso è difficile avere un percorso formativo fin dalle scuole elementari perché mancano strutture, palestre, impianti adeguati per dare alla pratica sportiva dignità di materia scolastica. Questo è un tema cruciale per i giovani”, dice Simone Pianigiani, allenatore dell’Italbasket.
E questi sono gli esempi da seguire. Quelli da inseguire, invece, magari armati di un nodoso randello, sono i giocatori coreani coinvolti nello scandalo delle partite truccate di cui vi avevo parlato qui http://blog.quotidiano.net/rabotti/2012/02/17/scommesse-alla-coreana. E’ arrivata la sentenza, talmente esemplare che non sarà mai copiata da altre federazioni e altri sport: la federvolley sudcoreana, scrive l’Ansa, “ha annunciato di aver sospeso a vita 15 giocatori della lega professionistica V-League coinvolti nell’inchiesta su 10 partite truccate tra il 2010 ed il 2011. I giocatori, tra i quali due donne, sono accusati di aver commesso intenzionalmente degli errori durante gli incontri incriminati in cambio di un compenso tra 1,5 milioni di won (circa 1.009 euro) e cinque milioni in ciascuna occasione”.
La citazione iniziale è degli Stadio. Un nome perfetto, parlando di impianti sportivi, no?