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Altro che il Cav., Monti sì che usa i sondaggi

Chiunque governi ha bisogno del consenso, anche i dittatori. Figurarsi i tecnici… Il fatto dunque che Mario Monti consulti i sondaggi e si faccia vanto di quel che dicono di lui non dovrebbe stupire. Semmai, c’è da notare che quando lo faceva Berlusconi la reazione dei media era diversa: del Cavaliere si denunciava la superficialità e la debolezza di leadership, del Professore si elogiano lo scrupolo e la professionalità.
Che poi, ad informarsi un po’, si scopre che nell’era Monti palazzo Chigi tiene sotto osservazione l’opinione pubblica persino più di quanto non accadesse ai tempi di Berlusconi. In condizioni normali, ogni 15 giorni viene prospettato al premier un report che analizza l’umore del Paese. Sia in generale, sia sui temi caldi all’attenzione del governo. In periodi difficili come quello attuale sondaggi e analisi giungono ogni settimana. Con cadenza tanto mensile quanto settimanale, poi, a palazzo Chigi si tiene monitorata la Rete. I blog, i siti più frequentati, il tenore dei dibattiti on-line: tutto viene certosinamente osservato, analizzato e riferito. Un’attività che nemmeno Berlusconi svolgeva così accuratamente e che Monti ha intensificato nei giorni degli scontri in Val di Susa. E’ stato allora che dal computer della portavoce del premier, nonché del governo, Betty Olivi, è partita una mail indirizzata a tutti i portavoce dei ministri. Un vero e proprio vademecum che ‘suggeriva’ le risposte ad eventuali domande dei giornalisti e gli aspetti della vicenda Tav da far emergere nel corso dei dibattiti televisivi. Al primo punto, si insisteva sul fatto che la maggior parte dei comuni interessati dal tracciato della Tav era favorevole alla realizzazione dell’opera. Obiettivo: infilare un cuneo tra residenti e manifestanti. Indicazione che il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, ha eseguito alla perfezione. Rispetto ai celebri vademecum del Cavaliere, spiccava solo l’assenza di consigli sull’opportunità di evitare l’aglio a tavola.
E inoltre. Se aprite il sito del governo troverete una sezione in bella vista intitolata «Dialogo con il cittadino». A Berlusconi non era venuto in mente, a Monti sì. Ci lavora a tempo pieno un gruppo di ragazzi, c’è un coordinatore fisso e ogni mese ricevono, valutano e smistano 1000-1500 mail. Alcune di insulti, altre di elogi, molte di suggerimenti concreti. Qualche stanza più in là, alle prime luci dell’alba di celebra il rito della lettura dei giornali. Un’opera meticolososa, perché, spiegano, «Monti è attentissimo alla propria immagine e vuole sapere tutto quel che si scrive di lui e del governo». Pare sia anche permaloso. Ciò nonostante, si è concesso alle telecamere della bravissima ma ruvida Milena Gabanelli per un’intervista sull’evasione fiscale che andrà in onda nella puntata di Report del 15 aprile. Cura dunque il pubblico più impegnato, ma non trascura quello più impolitico. E infatti ha aperto la propria casa al fotografo del settimanale gossiparro (e berlusconiano) Chi.
Insomma, è chiaro che Monti tiene ad avere buona stampa e ottimi sondaggi. Per due ragioni. La prima è che è narciso; la seconda è che più il suo governo risulterà popolare, meno i partiti ne potranno condizionare le scelte. Dev’essere anche per questo che Betty Olivi ha imposto la formula del comunicato stampa narrato e ben articolato al termine dei Cdm. Un modo per limitare le telefonate dei giornalisti ai ministri: hai visto mai che scoprissero qualcosa di scomodo…