Le pagelle dell’economia: la finanza etica rende di più
ALESSANDRA VISCOVI, 8
Vola in cima alla classifica del settimanale «Il Mondo» sulle società di gestione del risparmio: direttrice generale della piccola Etica ha battuto il mercato e i concorrenti con un rendimento del +15,14% in 5 anni (+3,14 la media delle performance), grande crisi compresa, con investimenti di taglio del tutto particolare: non in società che producono armamenti o fanno esperimenti su animali, non in prodotti finanziari derivati o strutturati che spesso non garantiscono trasparenza.
GIANFRANCO FINI, 4
Nell’Italia con l’acqua alla gola, che fatica ad arrivare a fine mese, non fa onore al presidente della Camera il trucchetto attraverso il quale vorrebbe garantire fino al 2023 i benefit agli ex (non tutti) Violante, Casini e Bertinotti: ufficio con quattro dipendenti, autoblu, ticket gratuiti per viaggi in treno o aereo. Esclusi e appiedati Ingrao e Irene Pivetti, rinuncia Pier Ferdinando Casini: grazie, ma non ci sto.
MICHELANGELO AGRUSTI, 7
Il presidente di Confindustria? Venga eletto on line, direttamente dai soci della confederazione. Il presidente di Unindustria di Pordenone lancia la nuova modalità di elezione al posto delle ormai invecchiate procedure: una rivoluzione per rendere più immediati e diretti i rapporti interni e snellire la burocrazia confindustriale.
PAOLO SCARONI, 7
Svolta strategica e ricco incasso (uno immediato e concreto, l’altro successivo e ancora teorico) per Eni, il gruppo italiano più capitalizzato: l’amministratore delegato ha disposto la cessione del 5% di Galp, azienda del gas e petrolifera portoghese. La plusvalenza è significativa, lo sarà ancor di più con l’uscita definitiva dal rimanente 28% circa: la quota venne acquistata per 900 milioni, oggi è stimata in più di tre miliardi. Per dirla con Ricardo: niente contribuisce maggiormente alla prosperità del paese come gli alti profitti.