Fotoblog 10, ricostruire sulle macerie
RIPRENDO un genere che avevo abbandonato da un po’, quello del fotoblog, con due scatti che arrivano da paesi non esattamente…pasquali. Sono due temi completamente diversi, legati solo da un filo ipotetico: la necessità di ricostruire, su qualsiasi tipo di maceria o abbandono. Non so che cosa succedere, per esempio, all’impianto che a Pechino ha ospitato le gare olimpiche del beach volley. Questa foto della Reuters risale al 2 aprile scorso, e lo mostra ormai abbandonato a se stesso. Se le olimpiadi hanno lasciato un’eredità ai pechinesi, in alcuni casi si tratta di debiti certi e nessuna ricchezza. Il famoso ‘Nido d’uccello’ e il ‘Cubo d’acqua’ sono stati immediatamente restituiti alla cittadinanza con un programma fitto di altre iniziative sportive e culturali. Altri impianti evidentemente non servono, o non sono stati considerati ‘riqualificabili’. Come quello del beach volley, come le strutture delle gare di canottaggio, come l’arena del baseball e la pista per le bmx: alcune sono state demolite, altre abbandonate al loro destino. In questo caso, almeno lo stadio del beach è piaciuto ai graffitari.
L’ALTRA immagine ha qualche significato in più, anche se come sempre in questi casi, il dubbio che sia stata scattata in favore di propaganda è grande, o meglio inesistente: nel senso che sicuramente è andata così. Anche questa è una Reuters, che viene dall’Afghanistan, villaggio di Hutal, nella provincia di Kandahar. Mostra alcuni soldati americani della quarta brigata, ottantaduesimo battaglione, mentre giocano con alcuni rappresentanti della polizia locale, in occasione dell’inaugurazione di un campo da pallavolo.

