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Guardiola, Spalletti o Capello: ecco su chi punta Berlusconi se Allegri non vince lo scudetto

Adriano Galliani è piombato a Milanello per dire che non è successo nulla. Che il Milan ha perso il primato in classifica, ma nelle ultime  sette partite può capitare alla Juve di perdere come hanno perso i rossoneri contro la Fiorentina. Che è ridicolo anche solo pensare ad una panchina di Allegri scricchiolante, “considerato che praticamente da due anni il Milan è al comando e in questa stagione ha già vinto la Supercoppa di Lega”. Che i “bombaroli” di mercato sono tornati in azione, anche se il fatto non turba Via Turati più di tanto.

Il vicepresidente vicario di Berlusconi è abile  nel fare il suo mestiere:  il blitz pasquale a Carnago gli è servito per serrare i ranghi di una squadra tramortita dall’eliminazione dalla Coppa dei Campioni e dalla sconfitta interna con i viola che da dodici anni non passavano a San Siro.

Ma Galliani sa bene quali siano le dinamiche rossonere e, soprattutto, conosce meglio di chiunque altro gli unori del Cavaliere.  Il quale, a più riprese, durante la stagione ha storto il naso sulla qualità del gioco; ha chiesto ripetutamente lumi sull’impressionante numero di infortuni; vuole conoscere tutta la verità sul caso Pato e, come se non bastasse, quando vede Pirlo guidare la Juve verso lo scudetto si domanda se il campione bresciano non fosse davvero più necessario al Milan, come gli avevano detto nell’estate 2011.

Per questo, in attesa di sapere come andrà a finire il duello con la Juve, Guardiola, Spalletti e Capello sono i tre nomi che riecheggiano sempre più insistentemente alla corte del presidente onorario, quali alternative ad Allegri qualora perdesse lo scudetto.

In particolare, è il tecnico del Barcdellona ad affascinare Berlusconi più di ogni altro. Gli elogi pubblici al gioco catalano e agli straordinari risultati della gestione Guardiola, quei dieci minuti di colloquio a tu per tu con il tecnico blaugrana nel ventre di San Siro dopo il pareggio del quarto di finale d’andata non sono passati inosservati. Come il particolare, non irrilevante, che Guardiola non abbia ancora rinnovato il contratto con il Barça.

Spalletti e Capello sono le altre due soluzioni contemplate. Ora più che mai, Allegri sa che nelle ultime sette partite si gioca proprio tutto.

 

Xavier Jacobelli

Editorialista quotidiano.net