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CIAO MIRIAM / In un’intervista i ricordi d’infanzia della Mafai

LA MORTE DI MIRIAM MAFAI / CIAO ‘RAGAZZA’, CHE GIOIA AVERTI CONOSCIUTO
Ho conosciuto Miriam Mafai diversi anni fa. Con grande orgoglio accettai di presentare il suo libro “Diario italiano” alla libreria Feltrinelli di Firenze. Era una donna davvero formidabile. Non solo per la sua intelligenza, il suo essere sempre severa e lucida anche con la sua parte politica, ma anche perché simpaticissima e immediata. Ci riuscimmo simpatiche e andammo a cena insieme. Era già vicina agli ottanta anni, aveva già subito l’asportazione dello stomaco, ma, disse divertita – ho scoperto che mangiare non è così importante”. Per venire a Firenze a presentare il libro era sfuggita al controllo amoroso delle sue figlie che non avrebbero voluto che se ne andasse in su e giù da sola per la penisola. Seppero che non era affattoa Roma a casa sua solo a presentazione finita. Lei se la rideva e le prendeva in giro per l’eccesso di affetto che avevano nei suoi confronti. A quel tempo stavo preparando il secondo libro di interviste sull’infanzia fatte a grandi personaggi italiani e non volli perdere l’occasione di inserire il suo racconto. Ecco come ha raccontato la sua infanzia (‘intervista è stata poi effettivamente pubblicata in “C’era una volta un bambino 2″ per Pagliai editore):

Miriam Mafi è nata a Firenze il 2 febbraio 1926. E’ la prima figlia (di tre) della coppia di noti artisti Mario Mafai e Antonietta Raphael. Giovanissima ha intrapreso la carriera del giornalismo scrivendo su l’Unità e altri importanti quotidiani italiani. Ha contribuito alla nascita de La Repubblica nel 1976 e attualmente ne è editorialista. Ha svolto una intensa carriera di inviata speciale e giornalista politica. Ha scritto molti saggi sulla politica e la storia del costume ed è stata direttore del settimanale Noi donne. È stata anche parlamentare italiana eletta nelle file del Partito Democratico della Sinistra.
Ha vinto il Premio Cimitile, nel 1996, con l’opera “Botteghe oscure addio” ed il Premio Montanelli, nel 2005, per la sua attività votata allo sviluppo della cultura italiana del Novecento, con particolare attenzione al mondo femminile.
MIRIAM MAFAI

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Miriam, tuo padre era nato e ha vissuto a Roma, tua padre, polacca naturalizzata italiana, viveva anch’essa a Roma. Come è successo che tu sei nata a Firenze?
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Qual è il tuo primo ricordo?
<Non potevo avere più di due o tre anni perché abitavamo ancora a Via Cavour. Ricordo che mio padre, per gioco, un giorno mi prese per la vita e con la testa mi fece sfondare un suo quadro. protestò mia mamma quando una volta le raccontai quel mio precoce ricordo. Può darsi. Tra i miei ricordi d’infanzia, comunque, c’è anche un costante acuto profumo di trementina, l’odore dei colori schiacciati sulla tavolozza, le illustrazioni di alcuni libri di favole inglesi che mio padre e mia madre compravano al mercato dell’usato di Campo dei Fiori>.

Come descriveresti tua madre in due righe ?
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E tuo padre?
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Ricordi il primo giorno di scuola, la maestra?
<Mia madre mi fece saltare le prime due classi, e dunque le mie elementari cominciano dalla terza, alla quale fui ammessa per la generosità di una insegnante, Mimì Menicucci che molti anni dopo mi raccontò : . A ben vedere tutto il mio iter scolastico è stato segnato da questa irregolarità>.
Cosa volevi fare quanto eri piccola?
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Non vedo cosa ci sia da ‘vergognarsi’, al contrario dovresti essere orgogliosa di esserci riuscita!
Con chi e a cosa giocavi?
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