Popoli e populisti
TORMENTATI dall’incubo Grillo, Pierluigi Bersani e Rosy Bindi mettono in guardia gli italiani rispolverando un pericolo sempre in agguato: la deriva populista. All’epoca del Pci non c’era forse peggior offesa per un politico se non quella di essere per l’appunto populista, ma i leader del partito del Migliore indossavano completi grigi e vivevano in modeste dimore facendosi vanto della loro diversità. D’altronde un rappresentante del popolo diventava tale vivendo in mezzo al popolo per non correre il rischio di essere scambiato per un populista.
I tempi sono cambiati anche per gli inquilini di Botteghe Oscure che, a giudicare dai rimborsi elettorali intascati, non stanno certo a risparmiare sui conti per le spese in alberghi e in ristoranti di super lusso. E qui la massa, marxianamente intesa, di solito non s’incontra. Intendiamoci, il Pd come tutti gli altri partiti, compreso il più longevo, ovvero la Lega. Nell’odiata Roma ladrona, Roberto Calderoli alloggia al Gianicolo pagando 2200 euro di affitto al mese, ovviamente soldi del partito. E gli italiani, padani compresi, presto pagheranno l’Imu. Quando tutti capiranno di che pasta sono fatti gli attuali leader si volterà pagina e forse Grillo sarà il più simile all’antico.
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