La mezza verità paperon Buffett
Le pagelle dell’economia:
GIOVANNI CAVALLINI, 8
Internazionalizzazione, redditività, acquisizioni mirate, ricerca: sono le parole magiche del presidente della reggiana Interpump, che batte la crisi con un 2011 di eccellenti risultati e un 2012 che promette ancor meglio. L’85% della produzione di pompe a pistoni ad altissima pressione è destinata ai mercati esteri, grazie a una rete capillare di filiali e a stabilimenti in Brasile, Cina, India, Germania e Stati Uniti: l’utile lordo a 94 milioni, i ricavi che salgono, un esempio del made in Italy che funziona.
WARREN BUFFETT, 5
Il finanziere miliardario, uno degli uomini più ricchi del pianeta, si è lanciato da un paio di anni nella battaglia di alzare le tasse per gli americani più facoltosi, che più hanno avuto dal Pease e dunque più dovrebbero restituire. Wall Street Journal ha però scoperto che una sua società di jet privati ha speso un milioni di dollari nello sforzo lobbistico di convincere il congresso a tagliare una imposta che pesava sui paperoni americani clienti dell’azienda. Buffett dice sicuramente la verità sul suo impegno ad abbassare le tasse a stelle e strisce, ma non la dice tutta.
MARIALUISA COPPOLA, 7
Nel Veneto tormentato dalla piaga dei suicidi di artigiani e imprenditori l’assessore regionale vara un numero telefonico anticrisi e soprattutto destina altri 700 milioni per sostenere le aziende in difficoltà con i pagamenti della pubblica amministrazione o in crisi con i propri conti: il 50% dei finanziamenti è a fondo perduto.
VICTOR MESSIAH, 6
Due soli giorni di collocamento e un successo incoraggiante per il social bond di Ubi, la popolare guidata dal consigliere delegato Victor Messiah che destinerà parte del ricavato della obbligazione a fini sociali. Lo scopo dichiarato è nobile, ma forse lo strumento è avaro e migliorabile: solo lo 0,5% dell’importo raccolto è destinato a enti e società del terzo settore, un po’ di generosità in più non guasterebbe.