Luci in vetrina. Una ricetta contro la crisi
Se le aperture domenicali possono essere un incentivo alla crescita e di conseguenza all’occupazione, se non ricordiamo nemmeno il significato che ha festeggiare la Liberazione, proporrei di tornare a scrivere sui muri: «Metteremo la luce nei campi così potrete lavorare anche di notte». Albino, da ilgiorno.it
INUTILE nascondersi. La situazione non è certo tra le più allegre per il commercio. Quindi non mi sono troppo stupito vedendo tutte alzate, o quasi tutte, le saracinesche di corso Buenos Aires il 25 aprile. Probabile che lo stesso accada il primo maggio. D’altronde se è vero che così facendo si sta perdendo il senso di sacralità legato a certe ricorrenze, è pur vero che quando gli uffici e le scuole restano chiusi, la gente ha più tempo per andare a far shopping. Resta da dimostrare se poi fa acquisti, perché credo che questo determinerà il consolidarsi o meno di questo costume. Un’ultima considerazione su quanto accade all’estero: nelle metropoli i negozi, anche e soprattutto quelli a conduzione familiare, restano aperti anche 24 ore al giorno. Può non piacere, ma forse così si arriva a fine mese.