Blog Quotidiano.net

Blog Quotidiano.net

I blog degli autori di Quotidiano.net, il Resto del Carlino, La Nazione ed Il Giorno online

di

Austerità, carovita, fisco: di solo rigore si muore

 

DOVEVA salvarci almeno dal rincaro dei prezzi e del costo della vita l’intransigenza rigorista dei banchieri centrali europei e della cancelliera Merkel. In realtà il Vecchio continente sta scivolando in recessione e resta non acquisito lo stesso obiettivo imprescindibile della Bce, quello di garantire la stabilità dei prezzi che sono scesi in media, nelle stime di aprile, solo dello 0,1%. Molto peggio va invece il carovita per le famiglie del Belpaese: l’aumento record del prezzo della benzina (il 20% in un anno) e il rincaro vicino al 5% del carrello della spesa peseranno ulteriormente tra le mura di casa degli italiani, già provati da una pressione fiscale che raggiungerà presto il tetto del 45 per cento. E dalla disoccupazione ufficiale salita fino al 9,7% (un giovane su tre non ha lavoro), destinata a crescere ancora. Gli effetti sono evidenti: meno reddito disponibile, meno denaro da spendere, più famiglie sulla soglia della povertà. Un combinato che si traduce in recessione, cioè nella minore ricchezza per il Paese.
NEI TESTI sacri dell’economia la recessione è di regola antagonista all’inflazione: se le persone sono costrette ad acquistare meno, i prezzi tendenzialmente scendono proprio per il fatto che i prodotti hanno meno compratori. Questa la teoria, in soldoni. Oggi non è così. L’inflazione convive con la recessione. Una iattura.
Naturalmente tra le mille parole dei mille tecnici, nei mille vertici, non si scorge una via chiara per uscirne: la Bce in questi anni ha spesso imboccato strade opposte a quelle dei colleghi americani e ha imposto politiche molto meno espansive. Il risultato pare finora deludente: il mancato sostegno alla produzione e alla crescita ha sfiancato la ripresa e non ha nemmeno difeso il potere d’acquisto delle famiglie.

Come accade nei momenti più difficili, sotto accusa è finita anche la moneta unica che avrebbe dovuto difendere in modo ben più significativo il vecchio continente dai rincari delle materie prime, quindi dai loro effetti inflattivi. In Italia lo scarto è ancor più evidente: alla fine i prezzi salgono più delle retribuzioni, scendono i consumi e aumentano le tasse, diminuiscono gli occupati e crescono le tariffe: riuscirà il politico Monti nella missione tecnica di convincere l’Europa dei virtuosi che di solo rigore si muore? E riuscirà il tecnico Monti, in Italia, a osare di più su liberalizzazioni e tagli, invece di inventare nuovi incarichi e ulteriori commissioni?