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Di Vaio, un addio da grande: speriamo ritorni da dirigente

Marco Di Vaio lascia il Bologna dopo 141 partite, 65 gol e quattro salvezze. Se ne va a in Canada, al Montreal Impact, che milita nel campionato nordamericano: per provare, a 36 anni, una nuova esperienza di vita e per evitare di sentirsi un peso nel Bologna di domani. Quello di Marco è un addio pieno di sentimenti, di passione, di ringraziamenti per la città, la sua gente, la società, i tifosi e parte della stampa. Un addio che porta con sè il sapore dolce di un ritorno possibile, magari da dirigente, dopo la parentesi canadese.

Qualcosa si era strappato nel rapporto tra Bologna e Di Vaio dopo la faccenda dei pass per il centro storico. Celebrato dalle folle, osannato come un dio del pallone dopo la doppietta e lo storico successo in casa Juve, il bomber si è meritato il Nettuno d’oro, simbolo di appartenenza a una comunità che sentiva sempre più sua. Coerente con il proprio rigore morale, Marco resistuì al Comune di Bologna quel trofeo, in attesa che l’indagine sui pass, ancora in corso, comprovasse la sua innocenza.

Con la stesso spirito, poco incline ai compromessi, Di Vaio ha deciso di chiudere qui il percorso in maglia rossoblù. Le sue antenne sensibili hanno registrato un cambio di clima e di umore intorno a lui. Di Vaio non era più il salvatore, l’uomo imprescindibile, la bandiera stessa del Bologna. Era un goleador di 36 anni, probabilmente destinato a fare sempre più panchina in una squadra obbligata a ringiovanirsi.

E così ha anticipato i tempi, ha dato un taglio netto, evitando di riproporre a Bologna situazioni simili a quella vissuta da Del Piero alla Juve. Grande di Vaio per la sua passione vera, per il sentimento forte che lo lega a Bologna e anche per la lucidità che gli ha permesso di scegliere una soluzione emotivamente dolorosa. I tifosi lo hanno già collocato nella galleria dei grandissimi che hanno vestito la maglia del Bologna. E sperano di riverdelo, magari fra due anni, con la cravatta da dirigente e la stessa passione tinta di rossoblù.