Trova i ladri in casa e muore d’infarto. È omicidio
Prendo spunto da un articolo de Il Giorno, per chiederle se è giusto parlare sempre di «tentativi» di furti e di rapine anche quando si tratta di operazioni compiute con la più spietata crudeltà e violenza. A mio modesto avviso, scrivendo che si tratta di tentativi, si giustificano le opere di tali balordi che come tali vanno trattati. Donato Acquavia, Lodi
PROPRIO nei giorni scorsi raccontando la storia di Giancarlo Sgarbi, l’uomo di 81 anni morto d’infarto dopo essersi trovato di fronte a due ladri entrati sabato notte nella sua abitazione a Milano, abbiamo scritto che i responsabili di quel tentato furto dovrebbero essere accusati di omicidio. Perché se il colpo non è andato a buon fine, come a volte capita e da giornalisti non possiamo far altro che prenderne atto, sono altrettanto evidenti le conseguenze della loro azione criminale. Una vita spezzata e un’altra, quella della moglie Elena, distrutta in modo irrimediabile. All’indomani della morte del marito, la donna non ha potuto far altro che ricordare il desiderio cullato insieme al compagno: passare una vecchiaia serena. Un sogno spezzato da due criminali. ugo.cennamo@ilgiorno.net