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Cicci, c’è post@ per te

Quando mi chiesero di aprire un blog, risposi entusiasta di sì, ma mi corressi subito. “Per scrivere di cosa?”. “Quello che vuoi”. La miglior risposta possibile, per un’aspirante giornalista a cui piace sbrodolare caratteri su un foglio bianco di Word. La deriva personale è stata quanto mai evidente quando raccontai l’anniversario di mamma e papà. E il post che state leggendo lo sarà altrettanto, perché ho pensato di sfruttare il mezzo per lanciare un messaggio d’amore. Un messaggio per una delle mie cinque gambe, che oggi compie gli anni.

Siamo Amiche da più o meno quindici anni. Ci conosciamo da sempre, abbiamo la stessa età – anzi no: lei ha tre mesi più di me (…) – ma per un periodo ci siamo odiate. Non nel vero senso della parola, ovviamente. Eravamo adolescenti, e io la invidiavo. Perché era nella compagnia di quelli fighi e giocava a pallavolo molto meglio di me (differenza di talento nel tempo rimasta inalterata). Poi, col passaggio alle superiori, siamo un po’ cresciute – non maturate, sia chiaro, quello lo stiamo facendo solo ora. Forse – e abbiamo capito che avevamo in comune più di quanto pensassimo. Da lì, non ci siamo più lasciate. Lei linguistico io scientifico, ma i viaggi in treno sempre insieme. Gli allenamenti sempre in coppia. L’abbigliamento identico (non poteva essere altrimenti: grazie Madre Natura), interscambiabile: soprattutto le maglie nere, “morbide, che non segnano”. La stessa università e le stesse abitudini, insieme il weekend. E che weekend.

Weekend a cui si sono via via aggiunte tutte le altre gambe. Le notti in discoteca a piangere sulle note dell’ultima canzone, abbracciate tutte insieme come dovessimo affrontare problemi inaffrontabili. Oppure mimandone i testi, in mezzo alla pista, quando ormai le luci sono accese e i baristi col sacco nero raccolgono i bicchieri vuoti e le cannucce sparse. Tante vacanze a Viareggio, tra personaggi ambigui che si spacciano per modelli, ma che in fondo non sono altro che mitomani e biciclettate a tutta velocità sul lungomare Margherita perché alle 6 anche lì fa freddo, e noi siamo sempre troppo poco vestite. Prima di rincasare, distrutte per le mille danze, focaccia unta dal fornaio vicino a casa.

Abbiamo condiviso e diviso, materialmente, tutto. Alcuni tra i momenti più belli della mia vita e tutti i più brutti. Perché è lì che servono gli amici. E lei c’è sempre stata. E so che ci sarà sempre, così come io ci sarò per lei: nella buona e nella cattiva sorte.

Ovviamente, negli ultimi anni ci vediamo molto meno di prima, tra un lavoro e una relazione. Meglio così, credetemi: avremmo fatto tanti e tanti danni ancora. Incontrollabili. Mine vaganti, pericolose, molto pericolose. Rifarei tutto, senza cambiare una virgola. Con lei, con le altre.

Grazie V. dj Tenda, ti voglio così bene. Volevo solo dirtelo.