Le pagelle dell’economia
ANDREW MOSS
3 Gli azionisti del gruppo assicurativo Aviva hanno costretto il Ceo, Andrew Moss, alle dimissioni. Motivo? Il manager non voleva rinunciare al super bonus che avrebbe fatto lievitare il suo già sostanzioso stipendio a 1,5 milioni di sterline. Necessità di far quadrare i conti o sussulto etico? Probabilmente la prima, però nell’aria qualcosa sta cambiando. L’onda lunga delle contestazioni per le remunerazioni stellari dei manager, spesso svincolate dalle performance, sta iniziando a mietere vittime illustri.
LUMBERJACK
5 Un altro marchio del made in Italy finisce in mani straniere. L’azienda veronese di calzature parla turco dopo che la famiglia Antonini ha ceduto il marchio alla società Ziylan. Ma gli appetiti turchi non si esauriscono qui, nel mirino del gruppo ci sarebbero altri marchi del fashion italiano. Ankara galoppa a livelli che non hanno eguali nel Vecchio Continente.
KLAUS WOWEREIT
4 Anche la Germania ha la sua Salerno-Reggio Calabria. Slitta di almeno tre mesi l’apertura del nuovo aeroporto di Berlino. Un progetto da 2,5 miliardi che avrebbe dovuto vedere la luce già nel novembre scorso ma che risale addirittura agli anni Novanta. Il sindaco della capitale tedesca, Klaus Wowereit, parla di “brutta giornata”. La Cancelliera, il cui invito è finito nel cestino insieme ad altri diecimila, è furiosa. Uno smacco non da poco per l’efficienza teutonica. E milioni di euro di danni.
JAMIE DIMON
5La più grande banca americana e mondiale scopre un ‘buco’ di 2 miliardi di dollari creato da una serie di operazioni speculative. Il suo chief executive Jamie Dimon ammette “errori, negligenza, giudizi sbagliati”. Voto 3: il disastro finanziario del 2008 evidentemente non ha insegnato molto. Ma il mago di Wall Street è comunque dato tra i possibili successori di Geithner alla guida del Tesoro americano: voto 8. Se la cava con un 5.
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