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Taider e Belfodil consolano il Bologna nel giorno degli addii

Quota 54 resta un miraggio. Il Bologna di Pioli chiude il campionato con una sconfitta sul campo del Parma, alla sua settima vittoria consecutiva in un finale di campionato strepitoso. Il Bologna chiude orgogliosamente al nono posto, a quota 51, onorando con questa classifica una stagione che lo ha visto risorgere dopo una partenza da brivido. Peccato sia mancata la ciliegina finale. Ma davanti all’organizzazione e alla velocità della squadra di Donadoni era difficile trovare spazi e opportunità da rete. Anche perché le fonti del gioco rossoblù, i fantasisti, erano in giornata di luna nera. Mentre Giovinco impazzava su tutto il fronte offensivo del Parma, Ramirez non trovava ispirazione e Diamanti di perdeva nella selva del suo egoismo, come gli succede nelle domeniche meno felici.

Il Parma ha trovato il successo con un colpo di testa di Biabiany, su azione di calcio d’angolo, grazie anche a una tardiva chiusura di Rubin. E quel gol è bastato per mettere al sicuro la partita. I rossoblù hanno protestato per un fallo di mano di Zaccardo su cross di Kone dalla sinistra, ma la facilità di manovra del Parma, esaltata dalla qualità di Giovinco, ha creato poi numerose minacce per la porta di Agliardi, che ancora una volta se l’è cavata da campione, evitando al Bologna una punizione più gravosa.

La squadra di Pioli non ha demeritato, ma le è mancato il guizzo, l’inventiva per produrre azioni davvero pericolose per la porta avversaria. Un calcio d’angolo di Diamanti, sventato dal bravo Pavarini, è il meglio di una ripresa dove Pioli ha scelto di gettare nella mischia prima Belfodil (per Ramirez) e poi Acquafresca al posto di di Vaio. Le note più liete sono venute dalla linea verde. Taider, chiamato a surrogare Mudingayi, è stato autore di una prova maiuscola. La piena responsabilità del centrocampo non l’ ha per nulla spaventato, anzi ne ha moltiplicato le motivazioni. Instancabile recuperatore di palloni, ha messo in mostra anche eccellente qualità negli appoggi, con lampi da autentico regista. Kone si è speso generosamente al posto di Perez, confermando frenetico podismo ma piede troppo quadrato. In attacco le cose migliori le ha offerte Belfodil, sempre solido, caparbio, abile nelle progressioni in velocità e negli scarti secchi. Sarebbe bello rivederlo ancora al Bologna insieme a Taider nella stagione che verrà.

Nel giorno dell’addio a Marco di Vaio e alla vigilia di un consiglio di amministrazione che potrebbe aprire le porte a svolte societarie importanti, è bello che il Bologna abbia scoperto che i suoi giovani hanno qualità e carattere. Ora sarebbe fondamentale farli restare qui.