Blog Quotidiano.net

Blog Quotidiano.net

I blog degli autori di Quotidiano.net, il Resto del Carlino, La Nazione ed Il Giorno online

di

Il silenzio del premier

Giovani e laureati raccontano la loro vita da precari a Catanzaro, capitale dei call center. Ridono per non piangere. Il servizio finisce e parte la domanda a bruciapelo. «Presidente, cosa consiglierebbe di fare a suo figlio se si trovasse in questa situazione?». Mario Monti, ospite in seconda serata a «Piazza Pulita» su La7, rimane immobile, impietrito per lunghi interminabili secondi. E la domanda resta sospesa, pesante e inquietante più di quanto già non sia.

UN SILENZIO più eloquente di mille parole. Crudele televisione, più vera in questo angosciante momento di quanto lo sia stata un attimo dopo, quando il presidente Monti ha imbastito una risposta, ricordando quanto aveva detto quel giorno stesso davanti a una platea di giovani. Troppo cruda la realtà raccontata da quei ragazzi che racimolano 5 euro all’ora quando va bene. L’energia dei vent’anni, la capacità di sorridere di quelle vite un po’ buttate in attesa che il futuro riservi loro qualcosa, lascia senza parole, manda al tappeto qualsiasi padre di famiglia che vorrebbe parlare, ma non sa da dove cominciare. Anche il presidente Monti ha arrancato faticosamente prima di imbastire qualcosa che somigliasse a una risposta. E alla fine, dopo aver spiegato le agevolazioni introdotte per le imprese under 35, dopo aver speso altre parole, chissà quanti avrebbero voluto porgli un’altra domanda: sì, vabbè, ma per i ragazzi di Catanzaro cosa facciamo? Non resta che cercare in autonomia la risposta da dare ai propri figli. Forse partendo dal voto di domenica scorsa, quello che ha annunciato l’imminente fine di un’epoca. Invitando i ragazzi impazienti, quelli che scalpitano aspettando qualcuno in grado di suggerire un’idea, a guardarsi in giro, ad approfittare del vuoto per scoprire il Paese reale, andando fra la gente per ritrovare le città e le campagne italiane. Non è retorica, nemmeno esercizio di stile, ma un consiglio vero: conviene ripartire da quello che siamo, dalla nostra storia e investire sulle nostre passioni. Cari ragazzi di Catanzaro e tutti quelli che vi somigliano, abbiate fiducia in voi stessi e non demandate ad altri il vostro futuro.

ugo.cennamo@ilgiorno.net