Yaris punta sull’ibrido per dare un calcio alla crisi
IL PICCOLO GENIO prova a battere la crisi con la sua idea meravigliosa: sfruttare la tecnologia ibrida, raffinata da Toyota con la fortunatissima Prius, per creare la prima citycar full hybrid della storia. E così sulle strade piatte di Amsterdam, dove la campagna sconfina nella città in modo naturale, un pattuglia di nuove Yaris solca felice dighe e canali proiettandosi verso il futuro. L’ad di Toyota Motor Italia Massimo Gargano ha le idee chiare: «Yaris è un’auto fortunatissima, ha venduto 2,5 milioni di unità nel mondo e 700mila in Italia, che è il suo primo mercato europeo. Il modello ibrido (prenotabile da giugno e commercializzato da settembre) ci può aiutare a fare un salto di qualità. Nei nostri piani vorremmo venderne 40 mila unità in Europa nel 2013: se così fosse, una Yaris su 5 sarà ibrida».
Ma perché l’automobilista italiano, pressato dalla crisi, dovrebbe spendere 17.500 euro (prezzo d’ingresso) per assicurarsi il Piccolo Genio in versione ibrida? In attesa degli incentivi statali sulle auto verdi, che potrebbero tagliare 1.200 euro dal costo vivo, Yaris prova a raccomandarsi per efficienza e prestazioni.
Più scolpita e grintosa della progenitrice, l’ultima creatura di Toyota è stata disegnata con un occhio attento all’evoluzione verso l’ibrido. Il cofano contiene perfettamente i due propulsori: accanto all ’1.5, quattro cilindri benzina, c’è il motore elettrico debitamente ridotto nelle proporzioni. Insieme sviluppano 100 cavalli di potenza e garantiscono le buone prestazioni dell’auto (velocità massima 168, da 0 a 100 all’ora in 11,8 secondi). Elegantemente risolto anche il problema delle batterie elettriche, posizionate sotto il sedile posteriore, in modo da mantenere intatto lo spazio del bagagliaio. Così configurata, la Yaris Hybrid si conferma una vettura spaziosa e comoda anche nei sedili posteriori, con un tocco di civetteria dato dal blu del cambio, dalle impunture sul volante e lungo i sedili. La griglia anteriore più ampia, i fanali anteriori allungati e i gruppi ottici posteriori a led sono patrimonio comune con l’ultima versione di Yaris.
MA LA PARTITA della convenienza per gli automobilisti si gioca sul risparmio. Con quasi 29 km con un litro e un’autonomia di 1000 km con un pieno di benzina, Yaris si raccomanda per efficienza. Delle tre modalità di guida la meno usata è la Ev, cioè l’elettrico puro, che assicura una percorrenza di 2 km a 50 all’ora con emissioni zero. Eco richiede invece un dosaggio perfetto del piede sull’acceleratore: solo in questo modo il cambio automatico E-CVT offre risposte morbide. Se invece si spinge in modo brusco, il risparmio si riduce e il motore sembra girare a vuoto ad ogni cambiata. Meglio allora la modalità Normal che richiede equilibri meno faticosi. Nel ciclo di percorrenza il motore elettrico funziona per circa il 40% rialimentadosi anche con la frenata rigenerativa. La partenza è tipica da auto elettrica, in un silenzio irreale, ma anche quando entra in azione il motore termico la Yaris viaggia morbida e felpata fra il verde delle dune olandesi e le casette di legno scuro di Marken. Con 79g/Km di emissioni, anche la promessa verde è rispettata.