E ora in Cina anche lo smog diventa proprietà dello Stato….
Eh no, adesso basta con questo diffondere notizie terroristiche sullo smog nelle città cinesi. Ora Pechino ha detto basta: d’ora in poi solo le autorità cinesi potranno certificare il livello di inquinamento del Paese. Punto. Scommettiamo che da domani Pechino non sarà così inquinata come dicono gli americani? Già perché è con loro, con i perfidi yankee, che ce l’hanno gli uomini del Dragone. Pensate, questi rompicoglioni hanno avuto l’ardire di piazzare delle centraline sul tetto della loro ambasciata per verificare che aria respirano, e pretendono pure di informarne i cittadini cinesi, che invece devono essere rigorosamente informati solo dai loro connazionali autorizzati.
Il bello è che i cinesi sanno benissimo che le loro città sono tra le più inquinate del mondo, a cominciare da Pechino. Di solito la capitale è coperta da una fitta coltre di polveri sottili, frutto delle emissioni industriali, degli scarichi dei veicoli o semplicemente dello smog. E’ visibile a tutti, ne sanno qualcosa anche i piloti che ogni tanto si vedono chiudere gli scali di Pechino o Shanghai per eccesso di smog puntualmente venduto come nebbia. Ma il governo, anche se sta investendo yuan a palate sulle energie alternative, parla solo di “leggero” inquinamento. E tutte le volte che lo fa si scatena un’ondata di proteste sul web; anche perché l’ambasciata americana a Pechino diffonde subito i controdati, quelli veri, così come i consolati Usa a Shanghai e a Guangzhou.
Finora gli esperti cinesi si erano limitati a bocciare i dati americani come ”non scientifici”. Adesso arriva lo stop ufficiale: il vice-ministro dell’ambiente, Wu Xiaoqing ha detto che tali letture sono “illegali” e devono cessare, anche se non ha chiamato in causa direttamente gli Usa. “Secondo la convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, i diplomatici stranieri sono tenuti a rispettare e seguire le leggi locali e non possono interferire negli affari interni”, ha detto. “Il monitoraggio della qualita’ dell’aria in Cina e le informazioni relative riguardano il pubblico interesse e spettano al governo”. Che ha taciuto però ai suoi cittadini il fatto che la qualità dell’aria che respirano è tra le peggiori al mondo. Secondo l’ultima classifica dell’indice di sostenibilita’ ambientale stilato dalla Yale University, il gigante asiatico è al 28esimo posto su 132 Paesi per la qualita’ dell’aria. Mica male. Già ma Yale è un’università Usa quindi probabilmente anche i suoi dati sono “non scientifici” ….A proposito, dato che anche l’aria delle nostre città non sembra un granché, non è che l’ambasciata Usa in Italia potrebbe piazzare qualche centralina anche qui? Hai visto mai che anche le nostre autorità facciano un pò da cinesi…