Cassano, lascia in pace i gay e contro la Croazia prendi per mano l’Italia
Occhio ai croati. Sono tosti, sono forti e, quando serve, picchiano come fabbri.
Da quando il loro Paese è diventato indipendente, non hanno mai perso
contro l’Italia. Che però, non ha scelta: o dentro o fuori.
Perchè è vero che, in caso di pareggio, l’aritmetica non
sarebbe un’opinione. Ma è altrettanto vero che sarebbe
meglio evitare la roulette dell’ultimo turno con l’Irlanda
del Trap: abbiamo già dato nel 2004 con il biscotto fra Svezia
e Danimarca e in panchina c’era proprio Giovanni.
Prandelli ha l’occhio lungo e sa che è questa la sua partita
della vita. Per giocarne un’altra, s’intende. Se la vince, vola.
Se la perde, va in fumo il lavoro di
due anni, dopo la brillante prova con la Spagna.
Cesare ha un solo dubbio: Balotelli o Di Natale. Per il
resto, a Poznan gioca la squadra di Danzica: modulo 3-5-2,
De Rossi difensore centrale con licenza di sostenere il
centrocampo spesso e volentieri; Maggio e Giaccherini
esterni, Marchisio e Thiago Motta attorno a Pirlo e dietro
a Cassano.
Secondo Slaven Bilic, 43 anni, ct croato e prossimo tecnico
della Lokomotiv Mosca, laureato in legge, figlio dell’ex rettore
dell’Università di Spalato, buon chitarrista con il gruppo
rock Rawbau, Modric è più bravo di Pirlo. Sarà. Con tutto il
rispetto per l’uomo del Tottenham, fra i due non c’è corsa.
Anche perchè la Croazia non è solo Modric, centrocampista
che parte da lontano e detta assist a Mandzukic e Jelavic,
i due giganti dell’attacco. A Zagabria, i nostalgici di Olic dicono
che hanno piedi come ferri da stiro. Però sono fortissimi
nel gioco aereo (l’Irlanda l’ha imparato a sue spese), quando
il 4-4-2 iniziale diventa un 3-3-4, con Srna e Perisic incursori
sulle fasce. Sono loro i due da bloccare per chiudere ogni
rifornimento agli attaccanti.
Il pareggio con la Spagna ha rilanciato le quotazioni degli azzurri
che, tuttavia, quando devono complicarsi la vita sono maestri inarrivibili.
Come dice l’ammirevole Prandelli – ammirevole perchè
un altro avrebbe già cominciato a murare alcuni Eroi, onde
evitare che sparino scemenze ad alzo zero – “dal 21 maggio non ci
facciamo mancare niente”. Dopo le scommesse, Criscito a casa
e Bonucci in Polonia, Buffon e la tabaccheria, il riferimento è alle scempiaggini di
Cassano sui gay: omofobe, scurrili, volgari. E pensare che, se c’è
un uomo di calcio in prima linea nella battaglia di rispetto e di
civiltà anche sui diritti degli omosessuali, questi è il ct. Ma Antonio
non l’ascolta. Vediamo se sarà più reattivo in campo.
La Croazia incute rispetto, ma non bisogna averne paura. Anche perchè,
in difesa, c’è un’aspirante banda del buco. Corluka e Schildenfeld
sono due lenti a contatto, come la loro riserva Simunic:
se Di Natale vincesse il ballottaggio con Balotelli, potrebbe farli dannare
con la sua rapidità. E sui calci piazzati, Pletikosa sa che persino
l’Irlanda gli ha fatto male.
Per l’Italia questa è un’autentica prova di maturità. Che giochi subito o
subentri, lo è anche per Balotelli. A 21 anni, avrebbe il diritto di
sbagliare un gol come l’ha sbagliato con la Spagna, senza essere
esposto alla gogna che, invece, gli è toccata in questi giorni.
Ora Mario deve capire che, se fa bene ciò che gli riesce meglio,
proprio lui può cambiare la Nazionale. In meglio. Prandelli non vede
l’ora. Sapesse noi.
Xavier Jacobelli