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Stiamo uniti

Fuori dalla mischia. O meglio, nella mischia col cuore. Fuori dalla mischia con lo sguardo, con il punto di vista, perchè a volte è necessario giocare anche da estremo. La speranza, con questo blog, è di condividere con tutti voi la passione per la palla ovale. Parlare con voi di rugby, raccontare storie, dipingere i volti più noti e meno noti della palla ovale in un Paese capace finalmente di riempire l’Olimpico per sostenere i suoi Azzurri. In un Paese che ha visto gli Aironi volar via troppo presto dalla Celtic League, e che ora si trova a ricominciare l’avventura celtica con una franchigia federale, le Zebre. Voglio parlare di rugby in un Paese che ama sempre più il rugby, ma che è anche capace di mettere in forse il test match di novembre tra Italia e Tonga.

Proprio così. La giunta Fassino, evidentemente per non avere problemi con il Torino Calcio, ha negato la disponibilità ad ospitare la gara. E’ la rizollatura a fare paura, come al solito, nonostante la Fir si sia detta disponibile a coprire i costi, mettendo sul piatto addirittura una fidejussione. Niente da fare. A dire il vero Torino ha rilanciato offrendo la possibilità di far scendere in campo le due nazionali allo stadio Nebiolo: 7.200 posti (di cui 1.200 al coperto). Forse a Torino qualcuno non ha un’idea precisa di quante persone siano disposte a muoversi per seguire eventi del genere: nel 2010 oltre 30mila persone riempirono il Franchi di Firenze per il test match degli azzurri con l’Australia.

Alla fine, di fronte al no di Torino la Federazione ha preso in esame la candidature di altre città. E ha scelto Brescia. E così dovrebbe essere lo stadio Rigamonti il teatro del primo test match autunnale (gli altri due erano già assegnati: a Roma Italia-Nuova Zelanda il 17 novembre, e a Bologna, Italia-Australia il 24 novembre). Ma il condizionale è d’obbligo. Perchè se è vero che la città è prontissima a riabbracciare i suoi azzurri, visto che è da 23 anni che la Leonessa d’Italia non ospita una partita dell’Italrugby (l’ultima fu quella del 1989 contro la Francia A1), non è detto che sia davvero in grado di farlo. Lo stadio di Brescia è omologato per ospitare al massimo 20mila spettatori, e l’assessore allo Sport del comune lombardo ha già sollevato, su alcuni quotidiani locali, alcune perplessità: se è vero che per l’evento deve essere garantito un numero di posti per almeno 25mila spettatori, ha detto l’assessore, allora non ce la facciamo. Sarebbe infatti necessario intervenire con lavori di adeguamento decisamente costosi. E un miracolo, in tempi di vacche magre, pare impossibile. E così, il rischio, è che la Fir debba cercare la terza città disposta (e che sia in grado) di ospitare l’evento.

C’è da dire poi un’altra cosa: visto il no di Torino questa, forse, poteva anche essere l’occasione per regalare una bella partita della Nazionale ai tifosi del sud, visto che Reggio Calabria si era fatta avanti per ospitare nel suo ‘Granillo’ (che ha una capacità superiore al Rigamonti) il test match.

Infine, è vero che in Europa sono molti i Paesi che possono contare su uno stadio della Federazione, non costretta a bussare alla ‘porta’ del calcio per trovare lo spazio adeguato. E forse sarebbe ora che anche l’Italia si adeguasse (da quanto si parla del Flaminio? E ora c’è l’ipotesi che possa essere destinato alla Lazio). Ma di questi tempi forse soltanto stando uniti è possibile andare in meta.